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Stupro di gruppo al pub di Casapound, Licci e Chiricozzi chiedono l’abbreviato

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Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Viterbo – (sil.co.) – Stupro nel pub di Casapound, Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi chiedono l’abbreviato.

Licci e Chiricozzi devono rispondere di stupro di gruppo e lesioni aggravate ai danni di una 36enne viterbese, vittima di una brutale violenza sessuale filmata coi telefonini, lo scorso 11 aprile all’Old Manners Tavern di piazza Sallupara. La donna è assistita dall’avvocato Franco Taurchini.

La richiesta di procedere col rito alternativo dell’abbreviato, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena, sarà depositata oggi dai difensori del 21enne viterbese e del 19enne di Vallerano, all’epoca militanti nel movimento di estrema destra, dal quale sono stati espulsi, subito dopo l’arresto, dal leader Gianluca Iannone. Chiricozzi, in particolare, era consigliere comunale di minoranza al comune di Vallerano. 

Finiti in carcere il 29 aprile, i due ventenni hanno ottenuto gli arresti domiciliari rafforzati dal braccialetto il 12 settembre, dopo quasi cinque mesi trascorsi a Mammagialla, in seguito alla chiusura delle indagini e alla richiesta di immediato del sostituto Michele Adragna, accolta dal gip Rita Cialoni.

Gli avvocati Domenico Gorziglia, Marco Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate – a quanto è dato sapere – non avrebbero intenzione di condizionare l’abbreviato, come succede quando si richiede, ad esempio, di ascoltare un testimone o di effettuare una perizia medico-legale. In questo caso si parla di rito abbreviato secco, allo stato degli atti, senza che possano inserirsi nuovi elementi di prova, né per l’accusa, né per la difesa, oltre quelli già presenti nel fascicolo. 

Il pensiero corre al filmato dello stupro girato dagli stessi imputati, accusati di stupro di gruppo e lesioni aggravati dalla minorata difesa della vittima. Ci sono poi le foto della donna una volta scattata la denuncia al pronto soccorso e il referto dei sanitari dell’ospedale di Belcolle. Abbastanza per scoraggiare il ricorso al rito ordinario, dopo l’accoglimento della richiesta di giudizio immediato del pm Michele Adragna e la fissazione al 26 novembre della prima udienza.

Se sarà accolta la richiesta di abbreviato, Licci e Chiricozzi eviteranno il pubblico processo e soprattutto dovrebbero chiudere non solo a porte chiuse, ma in tempi brevi, la vicenda giudiziaria che, a venti anni, li vede tristemente protagonisti. 


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