- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Nella Pietà di Sebastiano del Piombo, il tratto di Michelangelo è visibile nella mano della Madonna…”

Condividi la notizia:

Viterbo - Il convegno 'Le Pietà di Michelangelo'

Viterbo – Il convegno ‘Le Pietà di Michelangelo’

Antonio Rocca

Antonio Rocca

Marco Bussagli

Marco Bussagli

Lorenza D'Alessandro

Lorenza D’Alessandro

Claudio Crescentini

Claudio Crescentini

Viterbo - Il convegno 'Le Pietà di Michelangelo'

Viterbo – Il convegno ‘Le Pietà di Michelangelo’

Viterbo - Il convegno 'Le Pietà di Michelangelo'

Viterbo – Il convegno ‘Le Pietà di Michelangelo’

Viterbo - Il convegno 'Le Pietà di Michelangelo'

Viterbo – Il convegno ‘Le Pietà di Michelangelo’

Viterbo -“Nella Pietà di Sebastiano del Piombo, il tratto di Michelangelo è visibile nella mano della Madonna…”. Lo storico dell’arte Antonio Rocca ha preso parte, ieri pomeriggio nella sala consiliare del comune, al convegno ‘Le pietà di Michelangelo’. Un pomeriggio di studi dove Rocca ha raccontato quella che lui definisce “la cooperazione più importante nel mondo dell’arte, ossia quella tra Michelangelo e Sebastiano del Piombo”.

Al centro del convegno la tavola custodita al museo civico di Viterbo che è ritenuta essere il frutto di una collaborazione a quattro mani: a Michelangelo l’ideazione, a Sebastiano Del Piombo la pittura. 

A prendere parte al convegno anche l’esperto d’arte Claudio Crescentini, lo storico dell’arte e pittore Marco Bussagli e la restauratrice Lorenza D’Alessandro. I saluti istituzionali affidati al sindaco Giovanni Arena e all’assessore Marco De Carolis.

“Michelangelo nella Pietà ha realizzato il cartone, che dava le linee guida per realizzare l’opera e Sebastiano del Piombo l’ha dipinta”, ha chiarito Rocca. Di fatto però il cartone non è mai stato trovato ed ecco il perché della difficoltà di attribuzione del lavoro.

“Il tratto di Michelangelo è ben visibile – ha continuato Rocca –. Intorno alle mani c’è un segno continuo, lento e preciso e questo segno si può avere soltanto quando si riporta il disegno del cartone. Poi intorno a una mano c’è una linea doppia, tipica di un tratto a mano libera. Probabilmente questo tratto è servito per non cancellare la linea del cartone sottostante perché Sebastiano Del Piombo aveva troppa venerazione per Michelangelo e non avrebbe mai corretto un suo tratto”.

A sostegno della tesi della collaborazione tra i due artisti anche le parole del Vasari sulla Pietà conservata a Viterbo.  Nel 1550 scrisse in ‘Le vite’: “Della quale opera Michele Agnolo fece il cartone e Sebastiano di colorito con diligenza lo finì e in quello fece un paese tenebroso, che fu tenuto bellissimo”. E ancora nel 1568 in una riedizione del testo: “Sebbene fu con molta diligenza finito da Sebastiano, che vi fece un paese tenebroso molto lodato, l’invenzione però, e il cartone fu di Michelangelo”.

Cambia l’ordine delle parole ma il concetto resta lo stesso. “La Madonna della Pietà di Viterbo – ha spiegato Rocca – è una Sibilla, staccata dal cielo della cappella Sistina”. 

A prendere la parola poi Claudio Crescentini che ha parlato del ritrovamento di un bozzetto in terracotta che “dovrebbe essere uno dei modelli preparatori della Pietà vaticana”. Il bozzetto ritrae la testa di Cristo riversa sulle ginocchia della Vergine e un putto accanto. L’opera è alta 56/57 centimetri e larga 44/45 centimetri. E’ stata ritrovata a inizio 2011 ed è stata già esposta in alcune gallerie all’estero. 

“Si pensava – ha spiegato Crescentini – a un pastiche ottocentesco napoletano. Ci sono voluti quattto anni di restauro per riportarla alla luce. Inizialmente è stata attribuita a Andrea Bregno, uno dei più importanti scultori del XV secolo. A dire ciò è stata Giuliana Gardelli. A contestare poi l’attribuzione fu Enrico Guidoni che individuò in Michelangelo l’autore”.

 Crescentini è d’accordo con l’attribuzione fatta da Guidoni e ne ha spiegato i motivi. Tra le motivazioni a sostegno di questa tesi il fatto che Andrea Bregno era uno scalpellino ed “è strano che un’artista, che ha alle spalle una tradizione scalpellina millenaria, si metta poi a lavorare la terracotta”.

La scultura corrisponderebbe alla Madonna della Febbre. Al momento del suo ritrovamento aveva parti offuscate, che con il restauro si rivelarono essere “ridipinture”, e presentava delle aggiunte in legno in sostituzione delle parti mancanti in terracotta. Per Crescentini questa statuetta è stato il modello, o comunque uno dei modelli, per la Pietà che oggi è a San Pietro.

Tra i relatori anche Lorenza D’Alessandro. La restauratrice ha parlato della Pietà di Ragusa e si è soffermata sulla realizzazione tecnica, sugli strati preparatori, la pellicola dell’opera e la rifinitura. 

A intervenire poi Marco Bussagli con la relazione ‘Il tema della Pietà nell’opera di Michelangelo. Riflessioni iconografiche”. 

In sala anche l’assessore Laura Allegrini, i consiglieri Bianchini e Minchella. Tra le autorità anche Il neo comandante provinciale dei carabinieri Andrea Antonazzo. 


Condividi la notizia: