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“Tumore al seno, grazie alla Breast unit ho capito che avrei vinto…”

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Viterbo - L'Aman

Viterbo – L’Aman

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Mi chiamo Paola Rossi, ho 56 anni e nel mese di maggio sono stata invitata a fare la mammografia nelle stazioni mobili della Asl. Dopo pochissimi giorni mi hanno chiamata per presentarmi a Montefiascone per ulteriori accertamenti. Mi hanno fatto tutti i controlli che dovevano fare e dopo 15 giorni sono stata richiamata da loro poichè avevano le risposte.

La dottoressa Strassera, insieme alla sua infermiera, mi ha detto, che avevo un carcinoma, ovvero un cancro al seno, che avrei dovuto togliere il prima possibile.

Non potete capire la mia reazione. In quel momento sembrava che la mia vita fosse finita lì, che tutto crollava. Guardavo gli occhi di mio marito e cercavo compassione, aiuto, forza, ma tutte queste cose in quel momento me le ha date la dottoressa con i suoi occhi e le sue parole e la sua infinita dolcezza. Quando sono scesa in macchina non sapevo nemmeno come mi chiamavo e il tutto è finito con l’abbraccio di mio marito, sentivo il suo cuore battere sul mio petto e li ho capito che ce l’avrei fatta che insieme alla mia famiglia e tutta la Breast unit avrei vinto.

Dopo un paio di giorni arriva l’incontro in senologia. Il primo impatto è stato molto rassicurante, ho trovato ad accogliermi i volontari dell’Aman in una stanza molto accogliente, colorata, profumata, con caramelle sul tavolo come se fossi nella casa della mamma dove c’è sempre amore che ti avvolge, la tv accesa ed il sorriso della signora volontaria che sta li per rassicurarti e farti compagnia nell’attesa che ti chiamano in visita ed è proprio lì che hai paura, timore. Mi ero preparata un miliardo di domande da fare, ma non ce n’è stato bisogno perché il dottor Cavaliere con la dottoressa Piccinetti sono stati così chiari, precisi che tutte le mie domande hanno avuto delle risposte.

Il giorno dell’operazione è stato tutto una scoperta, la sala operatoria nuova il personale giovane. Entra nella sala il dottore insieme a una ragazza giovanissima che credevo fosse una ferrista, un infermiera. Invece era la dottoressa Sensi che avrebbe cooperato insieme a Cavaliere. I loro occhi sopra alla mascherina mi hanno dato una tranquillità, una sicurezza che non credevo nemmeno di essere in una sala operatoria anche se era la prima volta che ci entravo in vita mia.

Poi arrivata la radioterapia insieme alla terapia ormonale, In precedenza mi ero confrontata con altre donne con la mia stessa malattia ma quando mi sono trovata li ho visto che la terapia era per ognuna diversa come se ci fosse uno stilista che ti cuce il vestito su misura e ne hai l’esclusiva, ti sta proprio bene e ho scoperto che lo stilista si chiama Breast unit.

La mia testimonianza la faccio solo per far sapere come funziona bene la Breast unit di Belcolle e per ringraziare tutti dalla prima all’ultima persona. Non è possibile elencare ogni singolo nome perché sono tanti e tutti lavorano per lo stesso scopo.

I miei ringraziamenti personali vanno a: la dottoressa Strassera con la sua equipe, il dottor Cavaliere, la dottoressa Sensi e la dottoressa Piccinetti e tutto il personale della senologia. La radioterapia con la dottoressa Rosetto, il dottor Fiorentino e la dottoressa Mazzuoli e tutti i loro colleghi. Tutti i tecnici che mi hanno supportato nelle mie 30 sedute che con loro sono state anche divertenti. Il reparto tutto, dell’oncologia di Belcolle ed in particolar modo il dottor Alesini e la dottoressa Fabbri. Il reparto di radiologia con la dottoressa Pannega e il reparto di medicina nucleare tutto. Il reparto di anatomia patologica in particolare la dottoressa Massari che secondo è il motore di tutto. Per ultimi ma non meno importanti, anzi, l’associazione Aman che con i loro volontari e le loro attività accolgono i pazienti in questi lunghi percorsi non facili.

Fidatevi dell’ospedale di Belcolle. Non andate a fare i viaggi della speranza perché i protocolli sono uguali per tutti e a Viterbo troviamo professionalità e umanità. E soprattutto pensano a tutto loro e tu non devi impazzire a prendere appuntamenti per fare i vari controlli. Ma soprattutto fate prevenzione.

Grazie di cuore.

Paola Rossi


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