Montefiascone – “Ogni volta la stessa storia, non ci sono le interrogazioni e interpellanze all’ordine del giorno”. La consigliera di minoranza Rosita Cicoria (M5s) nella seduta dell’assise comunale di lunedì.
Sull’argomento scontro tra l’opposizione e il presidente Luca Bellacanzone.
A criticare la mancanza all’ordine del giorno delle interrogazioni e delle interpellanze, i consiglieri Rosita Cicoria (M5s), Luciano Cimarello (La città nuova) e Augusto Bracoloni (Lega).
“Non sono state di nuovo inserite le interrogazioni all’ordine del giorno – ha detto Rosita Cicoria -. Il regolamento del 1997 recita che nelle adunanze dove vengono discussi lo statuto, il bilancio preventivo, il rendiconto, il piano regolatore e le sue varianti non vanno iscritte all’ordine del giorno le interrogazioni. Non è il caso di oggi, quindi attenetevi al regolamento in vigore. Ma ogni volta è la stessa storia, non ci sono”.
A rispondere alla consigliera pentastellata il presidente del consiglio Luca Bellacanzone.
“Il bilancio dà modo di fare interrogazioni – ha spiegato Luca Bellacanzone – più o meno su tutti gli argomenti dell’attività amministrativa. Il punto delle interrogazioni e interpellanze si sostituisce con il bilancio e chiunque può prendere spunti”.
A replicare al presidente il capogruppo de La città Nuova Luciano Cimarello.
“Oggi non c’è il bilancio – ha aggiunto Cimarello -. Mi pare strano che il presidente del consiglio che fa l’ordine del giorno si giustifichi. Lo deve inserire senza che noi lo chiediamo. È un nostro diritto e non è una concessione”.
Ai due colleghi dell’opposizione si è aggiunto Augusto Bracoloni (Lega).
“Ma perché non lo inseriamo adesso? – ha proposto Bracoloni – Noi lo abbiamo richiesto perché non veniva mai messo, e quindi non si discutevano mai gli argomenti non inseriti nell’ordine del giorno”.
Infine Bellacanzone ha replicato alla discussione.
“Non ho mai negato a nessuno di parlare in quest’aula – ha concluso il presidente -. Due volte, di mia iniziativa, ho inserito le interrogazioni e interpellanze”.
Michele Mari
