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Campanile del duomo, a breve il restauro

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Tarquinia - Il Duomo

Tarquinia – Il Duomo

Tarquinia - Il campanile del Duomo

Tarquinia – Il campanile del Duomo

Tarquinia - Don Rinaldo Copponi

Tarquinia – Don Rinaldo Copponi

Tarquinia - Da sinistra: Walter Rosatini, Claudio Sabbatini e don Rinaldo Copponi

Tarquinia – Da sinistra: Walter Rosatini, Claudio Sabbatini e don Rinaldo Copponi

Tarquinia – “Quello che mi auguro? Finire i lavori entro Pasqua e, se possibile, rimettere a posto le campane per tornare a suonarle facendole oscillare”.

Monsignor Rinaldo Copponi è il parroco del Duomo di Tarquinia. Con l’architetto Claudio Sabbatini e il membro del consiglio pastorale diocesano Walter Rosatini, è il promotore del progetto di restauro del campanile della cattedrale.

Che io sappia – racconta don Rinaldo –, da quando il campanile è stato costruito quasi 150 anni fa, non è stato mai fatto nessun lavoro di recupero sulla struttura. La pratica progettuale è partita quattro anni fa. Finalmente siamo giunti alla conclusione di tutta la pratica“.

Al riguardo, un ruolo di primo piano lo ha avuto l’ufficio dei beni culturali ecclesiastici della Diocesi, con il direttore Giovanni Insolera, per ottenere i finanziamenti dalla Cei.

La Conferenza episcopale italiana, grazie ai fondi dell’otto per mille, coprirà gran parte del costo del restauro come è avvenuto per l’oratorio di santa Croce, le chiese dell’Annunziata, di Santa Maria in Castello, del Suffragio e della Trinità, il duomo e la canonica di San Martino. Il resto sarà messo dalla parrocchia. Due gli obiettivi del recupero. Il primo è il risanamento statico del campanile. Il secondo è la pulizia generale della struttura dalle piante infestanti e dal guano dei piccioni e restaurando di alcuni punti che, nel tempo, si sono degradati.

“La cosa che mi piacerebbe, se sarà possibile, è quella di rimettere a nuovo il sistema delle campane – aggiunge don Rinaldo -. Per tornare a farle oscillare e suonare a Pasqua”. Claudio Sabbatini è l’architetto che cura il progetto di restauro. “E’ un intervento ormai inevitabile – dice -. Dopo quasi un secolo e mezzo di vita il restauro del campanile del Duomo non è più rimandabile. Interverremo sulla statica e risistemeremo molte strutture che si sono deteriorate. Installeremo anche dei dispositivi per impedire ai piccioni di entrare nel campanile”.

Il campanile del duomo è stato edificato tra il 1874 e il 1879 e non è medievale, come le forme farebbero pensare. Il merito di aver tolto un po’ di polvere su questa storia è di Walter Rosatini, che ha svolto le ricerche di archivio necessarie alla presentazione della richiesta di finanziamento.

“Il progetto è dell’architetto Francesco Dasti, fratello di Luigi, sindaco di Tarquinia – spiega -. All’inizio ne aveva preparati tre, nell’ambito di una riqualificazione più ampia della chiesa. Per questo motivo il capitolo della cattedrale chiamò a scegliere Virginio Vespignani, che era in città per realizzare villa Bruschi Falgari. Dal confronto tra i due uscì il progetto definitivo e la forma del campanile che tutt’oggi vediamo”.

Daniele Aiello Belardinelli


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