Viterbo – “Basta elemosinare rimborsi dalla Regione Lazio per i danni causati dalla fauna selvatica. Qui servono strumenti seri”. Per il sindaco di Viterbo Giovanni Arena la misura è ormai colma. “Ed è anche un problema di sicurezza, di incolumità delle persone. Se uno va addosso a un animale con la macchina, ci può anche rimettere la vita”.
Il problema sono soprattutto cinghiali e caprioli. Soprattutto i primi che, ormai da anni, calano in città alla ricerca di cibo. Soprattutto nelle zone urbane a ridosso della riserva dell’Arcionello.
L’occasione per dire la sua sulla fauna selvatica il sindaco l’ha avuta ieri pomeriggio al convegno organizzato in Camera di commercio dalla Bcc, dedicato al credito cooperativo alle aziende agricole.
“Quello della fauna selvatica – ha sottolineato il sindaco – è un problema serio, reale. E dalle nostre parti riguarda soprattutto cinghiali e Caprioli. Gli agricoltori devono poter raccogliere quello che coltivano senza elemosinare rimborsi dalla Regione Lazio. I cinghiali arrivano in città ma non si riesce a cavare un ragno dal buco.
E non risolviamo nulla se fatturiamo 3, 4 cinghiali. Nel parco dell’Arcionello ci saranno migliaia di cinghiali. Servono strumenti seri. Non se ne può più. È anche una questione di sicurezza per i cittadini e per la loro incolumità”.
Dello stesso avviso il presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici, presente anche lui al convegno della Bcc. “I cinghiali – ha rilanciato Pacifici – sono una calamità. Ci sono aziende che non possono più coltivare mais. Arrivare la mattina, dopo un anno di lavoro, e trovare un raccolto devastato è sconvolgente e al tempo stesso un mancato introito che peserà sull’azienda condizionandone l’attività”.
Daniele Camilli
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