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“Sei frocio e poi un pugno all’occhio”, assolti sei giovani

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Viterbo - La polizia davanti al tribunale

Viterbo – La polizia davanti al tribunale

Viterbo – “Sei frocio”, poi un cazzotto a un occhio sferrato con il pugno “rinforzato” da una chiave. Tutti assolti con formula piena i sei imputati tra cui la vittima. 

Vittima della feroce aggressione, avvenuta la notte tra il 29 e 30 marzo 2017 alla discoteca Milk delle Pietrare, un 24enne di Viterbo che ha rischiato di perdere un occhio. Anche lui a processo per rissa assieme a cinque coetanei, uno dei quali un suo amico e gli altri quattro ventenni di Tuscania, accusati anche di lesioni gravi, assistiti dagli avvocati Luca Paoletti e Floro Sinatora.

Il processo si è chiuso ieri con sei assoluzioni dall’accusa di rissa, “perché il fatto non sussiste”, mentre l’accusa di lesioni è caduta in quanto la vittima, a suo tempo sottoposta a un delicato intervento chirurgico, è stata nel frattempo risarcita e ha ritirato la querela nonché la costituzione di parte civile.

Nel corso del processo non è emerso che il violento tafferuglio esploso nel locale notturno di via Romiti, fuori Porta Romana, sua mai sfociato in rissa. Gli ultimi due testimoni sentiti ieri, un buttafuori e un amico dei giovani di Tuscania, che proprio quella sera stava festeggiando il compleanno, hanno soltanto visto un assembramento di persone, in un moneto in cui il locale era pieno di gente, la musica a tutto volume e le luci basse.

Non sarebbe stata una rissa, ma un’aggressione. Nel pienone della discoteca, mentre il 24enne stava ballando da solo, uno gli avrebbe dato del “frocio”, lui avrebbe replicato, l’altro gli avrebbe sferrato il pugno che lo ha atterrato. Un pugno che, secondo le indagini, sarebbe stato “rinforzato” da una chiave tenuta tra le dita della mano. 

Subito sarebbe stato soccorso da un’ambulanza del 118 che lo ha portato in ospedale, senza avere nemmeno il tempo di reagire, mentre la folla della discoteca, dove c’era il pienone, si sarebbe assembrata. Qualcuno si sarebbe agitato e altri sarebbero intervenuti per sedare gli animi, tra i quali i buttafuori. “Abbiamo subito allontanato i più agitati per evitare che accadesse di peggio, facendoli uscire ed è finita lì”, ha confermato l’addetto alla sicurezza durante l’ultima udienza del processo. 

La stessa accusa, sottolineando come la vittima, difesa dall’avvocato Franco Taurchini, si sia fortunatamente ripresa dalle lesioni meglio del previsto, ha chiesto per tutti l’assoluzione dall’accusa di rissa, accordata ai sei imputati al giudice Mautone. 

Silvana Cortignani

 


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