Acquapendente – Geotermico, il ministero dell’ambiente nega il via libera al progetto di Torre Alfina. Ma la società promotrice del progetto si rivolge al Tar che accoglie il ricorso.
Il tribunale amministrativo regionale del Lazio (terza sezione) ha accolto il ricorso della Itw Lkw Geotermia Italia contro il decreto del gennaio 2018 con cui il ministero dell’ambiente e della tutela del territorio (Mattm) ha negato il via libera al progetto pilota geotermico di Torre Alfina nel comune di Acquapendente.
L’iter autorizzativo, avviato a luglio 2011, è poi incappato nel parere negativo dei Beni culturali espresso a giugno 2017, che ha portato il ministero dell’ambiente a coinvolgere il consiglio dei ministri per una “complessiva valutazione e armonizzazione degli interessi coinvolti”. A dicembre 2017 il Cdm si è allineato alla posizione del Mibact, ovvero ha dato parere negativo.
Per i giudici amministrativi, sia il parere negativo del ministero per i beni culturali sia l’intervento del consiglio dei ministri volto a superare il dissenso tra Mattm (che inizialmente aveva autorizzato l’iter) e Mibact non sono stati adeguatamente motivati. Secondo il Tar, il Cdm si è allineato alla posizione dei Beni culturali “senza alcuna motivazione specifica idonea a illustrare il fondamento delle valutazioni tecnico-giuridiche assunte per raggiungere la decisione non favorevole al rilascio dell’autorizzazione, peraltro a fronte di posizioni espresse favorevolmente rispetto al progetto nel corso della conferenza di servizi dal Mattm, e ciò sebbene nelle premesse del decreto si rilevi il basso impatto ambientale della centrale che non produce emissioni nell’atmosfera”.
La sentenza, pubblicata il 27 novembre, prosegue: “Il Cdm avrebbe dovuto avvalersi del potere conferitogli dalla legge quale organo di ultima istanza in chiave semplificatoria, esprimendo sia le ragioni per le quali l’intesa non era stata raggiunta, con specificazione degli strumenti impiegati per la ricerca dell’intesa, per poi approfondire le ragioni strategiche, di vantaggio economico o meno per le popolazioni interessate, di tutela del paesaggio e del territorio, che avevano indotto a negare l’accoglimento della richiesta di rilascio dell’autorizzazione unica finalizzata alla sperimentazione di due impianti pilota di produzione di energia geotermica”.
Tutto ciò, scrivono i giudici amministrativi, “non risulta nella documentazione prodotta in atti, di talché la procedura svolta dal consiglio dei ministri non appare in linea con le previsioni legislative e, quindi, deve ritenersi non correttamente eseguita”. Il Tar aggiunge inoltre che il parere del Mibact “non prende in alcun modo in considerazione sia le concrete caratteristiche del progetto sia, in relazione a esso, gli specifici valori oggetto di tutela e l’incidenza delle opere da realizzare sui beni di interesse pubblico da tutelare”.
Da qui l’accoglimento del ricorso della Itw Lkw Geotermia Italia e l’annullamento di tutti gli atti impugnati.
Il progetto “GeoterMia Castel Giorgio”, promosso dalla Itw Lkw Geotermia Italia, prevede la realizzazione di due impianti geotermoelettrici pilota da 5 megawatt elettrici ciascuno per la produzione di energia elettrica e calore, da fonte geotermica, con possibilità di cessione di calore (teleriscaldamento). Gli impianti si troverebbero nell’area di Castel Giorgio (Terni) e sull’area della cava Le Greppe nel comune di Acquapendente.
