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“Ho buttato una stagione, ma non mi sento responsabile”

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Sport - Motocross - Alessandro Lupino

Sport – Motocross – Alessandro Lupino in Yamaha

Viterbo – “Ho buttato via una stagione. Mi sono visto sfilare tutti gli obiettivi senza poter fare nulla, è stato frustrante”. Messo in archivio il 2019 con l’annuncio del passaggio alla Yamaha, Alessandro Lupino può finalmente raccontare una delle annate più difficili della sua carriera, in cui ha ceduto la corona di campione italiano e non è andato oltre il 21esimo posto nel campionato del mondo.

Partiamo dalla pagella. Che voto dà alla sua stagione?
“Anche se non ho raccolto niente mi do un 6, perché non mi sento responsabile di aver mancato i risultati che volevo. Ero veloce, penso di averlo dimostrato, ma purtroppo non è stato sufficiente”.

A bocce ferme, l’amarezza per i risultati mancati aumenta o diminuisce?
“Aumenta, perché durante la stagione non hai tempo di fermarti a riflettere. Alla fine dell’anno ci siamo seduti col team e ci siamo resi conto di aver buttato via una stagione. Non mi sono mai divertito, ho corso tutto l’anno con la sensazione che da un momento all’altro potesse succedere qualcosa di negativo. E molto spesso è successo”. 

Tra i tanti momenti brutti del 2019, come l’infortunio in Russia o la rottura meccanica che le è costata il titolo italiano, qual è stato il più duro?
“È difficile dirlo. I problemi sono cominciati fin dalla prima gara, perché il motore che ci hanno dato per affrontare la stagione è andato male da subito. Mi avevano promesso che sarebbe arrivato del materiale nuovo, ma fino all’estate non è successo niente. Poi in Russia mi sono infortunato alla schiena, per colpa di un pilota che mi ha investito. Ho recuperato più in fretta che potevo, ma quando sono tornato in Repubblica Ceca ho visto che la moto andava ancora peggio di quando l’avevo lasciata. A quel punto sono crollato di testa”.

Si è sentito trascurato?
“La Kawasaki non ci ha aiutato. Ero convinto che la sosta per l’infortunio avrebbe permesso quantomeno di risolvere i problemi tecnici, invece niente da fare”.

In cosa consistevano questi famigerati problemi?
“La moto perdeva potenza dopo pochi minuti, a causa del cedimento delle molle delle valvole del motore. Il problema è stato scoperto solo a fine stagione, prima del mondiale a squadre, ma nel frattempo abbiamo dovuto cambiare qualcosa come 30 motori”.

Eppure anche in Olanda è andata male…
“Il mondiale a squadre è stato la ciliegina sulla torta. Nella prima manche si è incastrato il dispositivo che blocca le forcelle per la partenza. Una cosa mai vista. Nell’altra manche mi sono fermato col motore in panne, ma correvamo in un inferno d’acqua e sabbia e un guasto in quelle condizioni ci poteva stare”.

Lei ha 28 anni, una brutta stagione a quest’età può influire molto sulla carriera di un pilota. Si sente sotto pressione per il futuro?
“Sicuramente il 2020 sarà decisivo per me, perché scade il contratto col team e trovare un buon manubrio nel mondiale diventa sempre più difficile. Non posso permettermi di sbagliare niente”.

Ha già provato la Yamaha 2020?
“In questi giorni sono in Olanda con i miei compagni di squadra per i primi test. I motori arriveranno dall’America tra un paio di settimane, nel frattempo lavoriamo sulla ciclistica”.

Per quanto tempo resterà in Olanda?
“Una ventina di giorni, poi proseguirò la preparazione invernale in Sardegna e farò un breve test in Spagna. Ma per Natale sarò a Viterbo con la mia famiglia”.

Alessandro Castellani 


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