- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“La morte di mio figlio ha finalmente dei responsabili”

Condividi la notizia:

Giuseppe Centamore

Giuseppe Centamore

Aigues-Mortes (Francia) - Giuseppe Centamore nel camping La Petite Camargue

Aigues-Mortes (Francia) – Giuseppe Centamore nel camping La Petite Camargue

Aigues-Mortes - La piscina del camping village La Petite Camargue dove è morto Giuseppe Centamore

Aigues-Mortes – La piscina del camping La Petite Camargue dove è morto Giuseppe Centamore

Salvatore e Paola Centamore

Salvatore e Paola Centamore

Nimes (Francia) – Dopo quasi cinque anni la morte di Giuseppe Centamore, il 16enne annegato nella piscina di un camping in Francia, ha dei responsabili. Ieri la sentenza dei giudici del palazzo di giustizia di Nimes per omicidio colposo.

“Sono state condannate due società – fa sapere Salvatore Centamore, papà di Giuseppe -. La Diffazur, che ha costruito la piscina, a un’ammenda di 200mila euro, e la società proprietaria del camping La Petite Camargue, a un’ammenda di 100mila euro. Inoltre, 9 mesi di reclusione con la condizionale a Bernard Sauvaire, amministratore de La Petite Camargue. La sentenza dovrà poi essere affissa all’ingresso del camping e dovranno essere pagate tutte le spese processuali”.

La tragedia il 30 giugno 2015 ad Aigues-Mortes. Giuseppe ha perso la vita mentre stava nuotando, nonostante fosse un nuotatore provetto che aveva ricevuto decine di attestati e di riconoscimenti. Ma il suo corpo è stato risucchiato da uno dei depuratori della piscina del campeggio in cui era in vacanza ed è rimasto bloccato sott’acqua davanti agli occhi increduli dei genitori e della sorellina.

Per gli inquirenti si è trattata di morte per annegamento, e la dinamica ricostruita nelle indagini è poi stata confermata dai risultati dell’autopsia. Un anno dopo, nel 2016, è arrivato anche l’esito delle perizie eseguite sulla piscina: Giuseppe è stato ucciso, a soli 16 anni, da un depuratore troppo potente.

In questi anni Salvatore e sua moglie Paola hanno condotto una battaglia delicata ma strenua alla ricerca della giustizia. “Siamo abbastanza soddisfatti, ma non pienamente – commenta Salvatore dopo la sentenza -. L’udienza è stata ridicola perché gli avvocati delle parti si rimpallavano le accuse, e questo è successo fin dall’inizio. Ma i giudici lo hanno notato ed erano esterrefatti. In aula ho anche evidenziato, seppur con garbo, la grande maleducazione di tutti gli indagati. Dopo la morte di mio figlio, nessuno di loro ha porto delle scuse né si è fatto vedere per assisterci”.


Condividi la notizia: