Vetralla – Domenica primo dicembre alle 16 nella sala San Giacomo in piazza Franciosoni a Vetralla sarà presentato il nuovo libro di Andrea Natali “Noi non ci saremo. Fotocatalogazione degli edifici finalizzati inseriti nel paesaggio rurale minore e destinati a scomparire” (Davide Ghaleb Editore 2019). Presentazione di Giovanni Carbonara.
La presentazione verrà realizzata in forma di performance narrativa, come è ormai consuetudine per i volumi della collana “La banda del racconto” diretta da Antonello Ricci e Marco D’Aureli.
Insieme con l’autore, che condurrà l’evento, andranno in scena i Narratori di comunità Unitus diplomati dell’omonimo master Dibaf: Maria Morena Lepri, Tiziana Ceccarelli, Maria Letizia Cecconi, Anna Rita Pozzi, Tiziana Ricci e Federico Vittori. Inoltre parteciperà Amerildo Menditto, che sigilla il volume con un suggestivo e appassionato racconto.
Ospite straordinario l’organettista diatonico Fiore Benigni che da molti anni ripropone un vasto repertorio di complessità armoniche e ritmiche come la musica klezmer, il choro brasiliano, i geampara rumen, il moderno tango-jazz, senza trascurare la tradizione della musica popolare italiana.
Anna Maria Palombi, assessore alla cultura del comune di Vetralla, aprirà l’incontro con gli indirizzi di saluto da parte dell’amministrazione comunale di Vetralla, che ha sostenuto questa iniziativa nell’ambito delle politiche culturali comunali.
Con l’occasione s’inaugurerà la campagna Natale 2019 a Casa Ghaleb: “Ci siamo chiesti… che ne penseresti di un libro in regalo”. Iniziativa rivolta dall’editore vetrallese al suo affezionato pubblico. Per tutta la durata delle festività natalizie, infatti, comprando un libro della casa editrice il lettore avrà diritto ad un secondo libro in omaggio. Un modo per risparmiare. Un modo per fare un dono utile. Un modo di promuovere la cultura del territorio. Tutto questo acquistando nelle pubbliche iniziative (presentazioni, performance, proiezioni ecc.) o direttamente in sede (a Vetralla in via Roma 41, palazzo Paolocci).
Gli edifici finalizzati, saperne di più. Sono quelle costruzione sorte, nel Novecento, in determinati contesti ambientali, sociali, industriali, economici, infrastrutturali, che svolgevano un’unica funzione. Questo fatto ne ha determinato dimensioni, ripartizioni, accessi e, in sintesi, tutte le caratteristiche così particolari e specifiche che fanno escludere riutilizzi.
Perdendo la loro utilità, sono destinati nel giro di pochi anni a scomparire, ad essere demoliti, a perdersi nella memoria senza lasciare tracce.
Il volume si propone di conservare memoria di alcune di queste testimonianze, ponendovi l’attenzione al fine di tutelarle: significative dal punto di vista non solo architettonico ma anche della storia del lavoro, della cultura popolare, della aggregazione sociale.



