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Pedofilo seriale, la procura punta al processo lampo

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Viterbo - Pedofilo inchiodato dalle telecamere

Viterbo – Pedofilo inchiodato dalle telecamere

Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Pedofilo seriale, la procura punta al giudizio immediato. Ovvero, al processo lampo senza udienza preliminare. Dal canto suo, la difesa del 29enne potrebbe rinunciare al rito abbreviato e far processare il giovane davanti al collegio dei giudici.

L’uomo, di origini pakistane, è di nuovo in carcere da fine ottobre. Arrestato la prima volta a giugno per violenza sessuale aggravata su quattro minori tra i 10 e 13 anni, dopo quasi due mesi a Mammagialla era stato scarcerato. Durante il primo incidente probatorio, infatti, c’era stato il mancato o l’incerto riconoscimento da parte delle bambine, i cui genitori avevano sporto denuncia facendo partire le indagini. Secondo l’accusa, il 29enne avrebbe pedinato, avvicinato e palpeggiato le quattro minori tra il quartiere San Faustino e pizza della Rocca. In distinte occasioni, ma tutte nel mese di maggio.

Le indagini dei poliziotti della squadra mobile, coordinati dalla pm Chiara Capezzuto, sono però proseguite e sono emersi due nuovi casi: uno di novembre 2018 e un altro del 5 settembre, ovvero successivo alla scarcerazione. Da qui il secondo arresto del giovane, scattato il 25 ottobre dopo il riconoscimento “al cento per cento” da parte delle due presunte vittime e di una testimone, tutte sedicenni, durante l’incidente probatorio del 22 ottobre avvenuto in questura a mo’ di confronto all’americana.

Secondo la versione della presunta vittima del 5 settembre, il 29enne le avrebbe porto la mano e chiesto come si chiamasse. Lei avrebbe ricambiato il gesto e lui le avrebbe chiesto un bacio. A quel punto la ragazzina avrebbe ritirato in fretta la mano scappando insieme a un’amica, che compare nella vicenda nelle vesti di sola testimone. Un comportamento analogo il giovane avrebbe avuto lo scorso anno con l’altra sedicenne.

Sentito dal gip Francesco Rigato, durante l’interrogatorio di garanzia il 29enne è tornato a negare di avere mai avvicinato le sei presunte vittime. Pronto a ricorrere al tribunale del Riesame il suo difensore, l’avvocato Marina Bernini affiancata dal legale Samuele De Santis.


Presunzione di innocenza

Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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