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“Siamo stati ignorati e sbeffeggiati ma restiamo nel Pd”

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Pd - Iniziativa democratica - La presentazione

Pd – Iniziativa democratica – La presentazione

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

Tiziana Lagrimino e Luisa Ciambella

Tiziana Lagrimino e Luisa Ciambella

Pd - Iniziativa democratica - La presentazione

Pd – Iniziativa democratica – La presentazione

Pd - Iniziativa democratica - La presentazione

Pd – Iniziativa democratica – La presentazione

Viterbo – “Siamo sulla porta e ci stanno spingendo oltre, ma noi vogliamo provare a resistere restando”. Luisa Ciambella, capogruppo Pd in consiglio comunale, descrive così la situazione della sua area politica, (popolari moderati riformisti) a Viterbo.

Dalla sconfitta alle comunali nel capoluogo, con la divisione in due, le frizioni nei Dem sono aumentate. Poi il congresso nazionale vinto da Zingaretti e quello regionale da Astorre. L’area che da sempre fa riferimento a Giuseppe Fioroni oggi è in affanno. Ma sfugge alla tentazione Renzi.

Resta, con quello che stamani in conferenza stampa è stato definito un gesto d’amore per il Pd. Iniziativa democratica, con tanto di documento programmatico.

Per portare idee a un partito che sentono sempre più distante. O per dirla con la schiettezza che da sempre contraddistingue la ex consigliera comunale Daniela Bizzarri: “Nel partito se la suonano e se la cantano, che senso ha stare lì a fare numero?”.

Le critiche non sono tutte per il Pd locale, mentre alla piattaforma del segretario nazionale Zingaretti, da Fioroni in già garantiscono di riconoscersi.

I problemi sono a Viterbo e intanto la prima notizia. Ormai si sapeva, ma ora è ufficiale. Non parteciperanno al congresso provinciale. “Non potevamo fare una scelta diversa – spiega Ciambella – ma convintamente abbiamo rinnovato la tessera”. Da Schenardi, accanto ha gli amici di partito di sempre, da Fabbrini a Bellocchio, Lagrimino e tutti gli altri e c’è il giovane Brunelli di Civita Castellana.

“Il nostro contributo non mancherà, ci sono tante persone per bene – spiega Ciambella – il Pd ha bisogno che si costruisca un’altra storia, la pluralità è un’illusione”. Quella attuale di storia vede prevalere l’area che fa capo a Enrico Panunzi. Verrebbe da chiedersi se i numeri avessero favorito l’altra parte, cosa sarebbe accaduto. Ma questa è ancora un’altra storia.

Qui ci sono poche storie. Il partito nella Tuscia non piace proprio, o meglio, non piace chi lo governa in qualche modo.

Quindi fuori dal congresso e dentro il partito. Con Fioroni che invita a non prendere scorciatoie. E seppure chiamarsi fuori dal congresso e dal misurarsi col consenso possa questa sembrare una scorciatoia, l’ex ministro è di tutt’altro parere.

“Scorciatoia è fare accordi fuori dal tuo partito – precisa Fioroni – non partecipando ottieni intanto di non dare un’immagine di conflittualità su regole e appartenenze, alimentando una lite continua”.

Mentre il congresso eleggerà Manuela Benedetti, unica candidata, alla segreteria provinciale. “Mezzo Pd proporrà – continua Fioroni – e starà a loro, se avranno l’intelligenza di ricostruire. Se fossimo rimasti, saremmo stati corresponsabili di una linea che non condividiamo.

Da 16 mesi discutiamo su una linea di partito per cambiarla e dopo tante liti, onestamente preferisco che se lo gestiscano da soli”. Piuttosto che il confronto o lo scontro, sentendo i Popolari.

“Siamo andati avanti – incalza Ciambella – c’è stato negato ogni possibile confronto o dibattito interno. Sono stati fatti accordi con il centrodestra che poi una volta andato al potere, il centrodestra non ha mantenuto, determinando l’isolamento del Pd. Portando al drammatico epilogo delle comunali e così sarà per le elezioni provinciali. Mentre noi siamo stati ignorati e sbeffeggiati”.

In poche parole: “Il Pd a Viterbo ha bisogno che si costruisca un’altra storia. Un Pd plurale a Viterbo oggi è un’illusione”.

Dall’uscio della porta, dove si trova, Fioroni prova a convincere sulla bontà della scelta. Restare e non partecipare al congresso. “Da dodici anni mi danno in uscita, ma sono ancora qui e ho visto tanti andarsene – continua Fioroni – il nostro è un grande gesto d’amore, da parte dell’area popolare moderata e riformista. Occorre che inizia un’altra storia.

La folla spontanea di Bologna deve insegnarci qualcosa. Si sono autoconvocati, il partito non può metterci il cappello. Va trovato il modo per coinvolgere le persone senza passare per scorciatoie.

Mezzo Pd va a congresso, auguri a Benedetti. Il suo problema sarà far tornare il Pd, con mezzo si fatica tanto e si va poco avanti”.

Per Ciambella, l’iniziativa è un argine verso chi se ne va, magari a Italia Viva di Renzi. “Un argine a questa emorragia – precisa Ciambella – ed è un dispiacere vedere gente che se ne va”. Sentendo la capogruppo, chi lascia qualche ragione ce l’ha.

“C’è paura anche a mettere un mi piace a un post o iniziative di altri. Si viene registrati e redarguiti. Il Pd non nasce per quelle finalità. Siamo pronti a lavorare per far prevalere il bene comune”.

Nel documento, tutti i temi di confronto, dall’acqua pubblica e quindi Talete. In conferenza stampa valorizzato il ruolo di Stefano Bonori. L’ex sindaco di Bomarzo è stato presidente della società idrica. “È stato crocifisso quando aveva presentato un conto da 4 milioni e mezzo per risanare Talete ora ne servono 45”.

Poi i trasporti, la sanità: “La provincia di Viterbo è agli ultimi posti nelle classifiche nazionali sui servizi per la salute – dice Ciambella leggendo il documento – ma a questo Pd locale sembra non interessare. La drammaticità delle liste d’attesa e i viaggi della speranza che i nostri malati devono affrontare non sono più tollerabili”. Poi ambiente e difesa della salute. C’è di che discutere, ma attenzione alle scorciatoie.

Giuseppe Ferlicca


Documenti: Iniziativa democratica, il documento programmatico integrale


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