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Stupro al pub di CasaPound, 3 anni a Chiricozzi e 2 anni e 10 mesi a Licci

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Viterbo - L'arresto di Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi di CasaPound

L’arresto di Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi di CasaPound

Gli avvocati Domenico Goriziglia, Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate all’uscita dal tribunale di Viterbo

Gli avvocati Domenico Goriziglia, Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate 

Stupro al pub - L'avvocato Franco Taurchini

L’avvocato Franco Taurchini

Viterbo – Stupro al pub di CasaPound, condannati rispettivamente a tre anni e a due anni e 10 mesi Chiricozzi e Licci.

Alla vittima, già risarcita con 20mila euro a testa dagli imputati, non è stata riconosciuta alcuna provvisionale.

L’accusa aveva chiesto quattro anni e tre mesi per Chiricozzi, che ha sferrato il pugno, e quattro anni e 20 giorni per Licci.

Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi, 21 e 19 anni, il primo di Viterbo e il secondo di Vallerano, ex militanti di CasaPound, sono comparsi questa mattina davanti al gip Elisabetta Massini con l’accusa di lesioni e violenza sessuale di gruppo con l’aggravante della minorata difesa della vittima.

L’udienza, iniziata poco dopo le 9, si è conclusa alle 16,30, dopo sette ore e mezza. Gli imputati hanno beneficiato dello sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato.

Sono stati arrestati il 29 aprile e, dopo quasi cinque mesi di carcere a Mammagialla, da metà settembre sono ai domiciliari col braccialetto. Titolare dell’inchiesta il pm Michele Adragna.

In tribunale sono giunti assieme ai familiari, accompagnati dagli avvocati Domenico Gorziglia, Giovanni Labate e Marco Valerio Mazzatosta. Parte civile la vittima, assistita dall’avvocato Franco Taurchini.

Pronte a chiedere un risarcimento due associazioni contro la violenza di genere, Bon’t worry e Insieme a Marianna. Ma su richiesta delle difese, il giudice Massini ha rigettato la richiesta di costituzione di parte civile di entrambe.

Nel decreto di giudizio immediato il gip Rita Cialoni a settembre non risparmiava i dettagli più raccrapiccianti della violenza subita dalla 36enne, stuprata e filmata dai due militanti all’Old Manners Tavern di piazza Sallupara, il circolo di CasaPound, di cui i ventenni avevano le chiavi.

“Dopo avere indotto la vittima ad assumere sostanze alcoliche e averle indirizzato una serie di approcci sessuali manifesti e molesti, baciandola in bocca e palpeghiandola nelle varie zone erogene del corpo… “, ricorda il magistrato. 

Siccome la 36enne oppone “ferma resistenza” agli approcci sessuali del 21enne viterbese e dell’allora consigliere comunale di Casapound 19enne di Vallerano: “Prima la colpivano con un pugno in pieno volto, provocandole la perdita di coscienza e poi, approfittando della sua totale incapacità di reazione, essendo la stessa diversa a terra in uno stato di totale incoscienza, anche in ragione di una condizione di manifesta ebbrezza alcolica, pertanto abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della stessa e comunque ponendo in essere, in modo reiterato, condotte violente e con utilizzo di parole minacciose… “, scrive il gip.

Silvana Cortignani

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