Viterbo – Rilanciare e valorizzare il mondo dell’agricoltura, promuovendo agli occhi del mondo. “Per questo – ha detto il presidente della Camera di commercio Domenico Merlani – stiamo organizzando un evento nazionale dedicato all’agricoltura regionale. Proprio a Viterbo. Probabilmente durante l’autunno del prossimo anno”.
La notizia è stata data ieri pomeriggio durante il convegno organizzato dalla Bcc in via Fratelli Rosselli a Viterbo dedicato al credito agricolo.
Un evento nazionale, con Viterbo e l’agricoltura della Tuscia al centro dell’attenzione “che – come ha poi spiegato il segretario della Camera di commercio Francesco Monzillo – si muoverà su due binari. Da una parte Viterbo sarà punto di riferimento di un dibattito nazionale, di un evento che andrà al di là dei propri confini. Arriveranno buyers ed operatori economici che si confronteranno con il mondo dell’agricoltura regionale, con le sue eccellenze e qualità. Dall’altro sarà anche un modo per far conoscere la città dei papi e la Tuscia,facendo vivere il territorio a chi verra’”.
Le parole d’ordine dell’evento saranno integrazione, territorio e produzioni enogastronomiche.
“Siamo fieri – ha detto il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena – di poter accogliere e contribuire ad organizzare un convegno così importante. Probabilmente si svolgerà a palazzo dei papi”.
Ancora in fase di definizione dettagli e partenariati che parteciperanno all’evento. Ma dovrebbero esserci tutti. Dalla camera di commercio, innanzitutto, alle amministrazioni, fino alla Regione Lazio, agli imprenditori e alle organizzazioni professionali e di categoria.
La regione Lazio conta oltre 27 mila aziende agricole. Più di 6 mila si trovano in provincia di Viterbo. La Tuscia produce inoltre circa il 20% delle nocciole a livello nazionale ed è la terza provincia italiana per presenza di ovini. Quasi 330 mila esemplari. Terzo posto dopo Sassari e Nuoro. I prodotti di qualità certificati dall’Unione Europea sono più di 50. Le Dop sono 11, le Igp 12, le Doc 24 e le Igt 4.per quanto riguarda infine la Tuscia, le denominazioni di origine protetta sono 5, le indicazioni geografiche protette 2, le denominazioni di origine controllata 6 e le indicazioni geografiche tipiche 2.
Daniele Camilli
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