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Approvato il decreto legge sulle intercettazioni

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Alfonso Bonafede

Alfonso Bonafede

Roma – A marzo 2020 entra in vigore il nuovo testo che modifica in alcuni punti la legge Orlando sulle intercettazioni.

Le modifiche del Guardasigilli Alfonso Bonafede riguardano cinque punti.

Potere al pm sulle intercettazioni: anche il pubblico ministero, oltre la polizia giudiziaria, deciderà quali sono le intercettazioni rilevanti che devono essere trascritte.

Carte ai difensori: i difensori potranno chiedere e ottenere una copia cartacea delle intercettazioni, mentre prima potevano solo ascoltarle.

Le indagini in corso: per le indagini in corso, quindi per le intercettazioni in corso, si seguirà la vecchia legge e non la nuova.

Il Trojan: il software spia inserito a distanza nei cellulari potrà essere usato per i delitti puniti oltre cinque anni e solo commessi dai pubblici ufficiali.

Giornalisti non incriminati: il giornalista che pubblica una intercettazione non rischia più di essere incriminato per aver violato il segreto d’ufficio.

Bonafede ha detto che le intercettazioni: “sono uno strumento irrinunciabile per le indagini” e che “sarà elaborato un sistema moderno e digitale: ci saranno maggiori garanzie per trovare un punto di equilibrio tra l’esigenza delle indagini, la tutela della riservatezza e il diritto di difesa”.

Forza Italia preannuncia già la decisione di rivolgersi al capo dello stato Sergio Mattarella perché ritiene che il decreto sia inammissibile, in quanto non ricorrono i supposti di necessità e urgenza, perché la legge risale al 2015: “Se un giorno fosse la Consulta a dichiarare incostituzionale il decreto, verrebbero travolte tutte le intercettazioni nel frattempo effettuate, con pesantissimi effetti sui processi”.


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