Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La città perde ancora un altro pezzo.
Il festival Caffeina se ne va. Dopo le polemiche sul Natale, anche la kermesse estiva arrivata alla sua 13esima edizione lascia Viterbo.
Grazie al festival e alla fondazione, che ha certamente compiuto molti errori in questi anni, hanno varcato le mura della nostra città migliaia di scrittori, giornalisti, artisti, scienziati e intellettuali provenienti dall’Italia e da tutto il mondo: dal premio Nobel Leeman Gbowee a Uto Ughi, da Scott Turow al grande David Grosmann, passando per Zahi Hawass, solo per citarne alcuni tra i tantissimi.
Un festival, un’iniziativa culturale nata e cresciuta a Viterbo da un’idea del “controverso” Filippo Rossi ma che grazie a lui, alla fondazione e a tutti quelli (e sono moltissimi) che negli anni hanno dato il loro contributo, è diventata ed è un patrimonio della nostra città e non solo.
Un patrimonio da tutti riconosciuto e tuttavia spesso avversato, anche per invidie e gelosie, da una certa politica miope che vedeva e vede in Caffeina, nella fondazione e nei suoi sostenitori un concorrente da eliminare, un nemico da sconfiggere anziché un bene da tutelare in luogo della libertà e delle idee dove tutti, e diciamo tutti, hanno sempre avuto la possibilità di intervenire al di là delle simpatie e antipatie politiche.
Tuttavia ciò ha raggiunto il suo culmine con questa amministrazione, nella quale la scelta e l’indirizzo della giunta Arena (qualcuno magari in realtà non vedeva l’ora che se ne andassero…) è stato quello di avversare in ogni modo le iniziative della fondazione, nel tentativo forse di mascherare la sua inconsistenza culturale e con la malcelata volontà, probabilmente, di sostituire alla “scomoda” e “non allineata” Caffeina, che dà spazio a personaggi come Roberto Saviano o viene “presa a pugni” da Casapound, qualcosa di politicamente più corretto e più vicino al sentire della giunta.
Ed è così che per Caffeina è stato reso tutto più difficile e complicato, tanto da decidere di rivolgersi altrove nonostante il grande successo ottenuto negli anni precedenti con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Non crediamo ci sia da stupirsi, forse da indignarsi sì, se poi anche quelli sporchi, brutti e cattivi di Caffeina abbiano mollato la presa su una città e un’amministrazione che ha dimostrato di non volerli e anzi di avversarli, nel momento in cui da Roma a Sutri, da Caprarola a Pienza passando per Pitigliano o dal Castello di Santa Severa, la fondazione viterbese ottiene successi e apprezzamenti a scena aperta.
Viterbo deve molto a Caffeina, al suo fondatore Rossi e a tutti i suoi uomini, e non è possibile lasciarla andare in silenzio, come se nulla fosse, e di questo si deve, o almeno si dovrebbe, occupare un’amministrazione che vuole il bene della sua città.
Caffeina è un’eccellenza della nostra città e dobbiamo fare di tutto per non perderla. Rassegnarsi a che questa cosa accada, non è la sconfitta di Rossi ma è la sconfitta di tutti ed è per questo che ci batteremo dai banchi del consiglio comunale.
Alvaro Ricci
Francesco Serra
Consiglieri comunali di Viterbo
