Viterbo – Verrà ricordato sabato 14 dicembre prossimo a Bomba, comune abruzzese in provincia di Chieti, il prestigioso fotografo Gianfranco Gorgoni, morto il 12 settembre scorso a New York, che tanto era legato alla città di Viterbo.
Gorgoni, deceduto all’età di 77 anni, aveva prestato la sua opera per riviste come Life, Newsweek e Times ed è stato tra i fotografi della pop art americana più noti a livello internazionale.
Moltissimi gli artisti memorabili della seconda metà del Novecento ritratti dalla sua macchina fotografica. Tra questi sono Warhol, Rauschenberg, Beuys, Boetti, Merz e Smithson.
Aveva conosciuto Viterbo nel 2013, dopo il ritrovamento e la proiezione della pellicola in 16 mm “Piume al vento” da parte del sottoscritto, girato in parte nella nostra città nel 1950 e interpretato da sua madre la bellissima attrice Olga Gorgoni morta quattro anni dopo.
Gianfranco, nato nel 1941, venne apposta a Viterbo per rivedere il film girato dalla sua mamma e per ripercorrere i suoi passi sulle scene del quartiere di San Faustino, di via Fattungheri, Piazza del Gesù, Via Cardinal La Fontaine, Via Fattungheri e Via San Lorenzo.
Un’attrice, Olga Gorgoni, bravissima e bellissima che, però, morì prematuramente a soli 32 anni, la notte del 28 febbraio 1954, per le esalazioni del monossido di carbonio emanate da una stufetta.
E’ da quel momento che per suo figlio Gianfranco, che al tempo aveva circa 12 anni, iniziò una vita avventurosa e piena di sorprese.
Dopo l’adolescenza, si trasferì prima a Milano (1965) dove lavorò come apprendista fotografo e poi a New York (1968), viaggiando in modo rocambolesco, con pochissimi soldi, a bordo di una nave cargo usata soltanto per trasporto merci.
E a New York iniziò a fare foto in diversi locali pubblici frequentati dagli artisti e a fare foto alle rappresentazioni dell’Open Theatre e del Living Theatre con le quali iniziò la sua collaborazione con il settimanale italiano l’Espresso.
Nel 1969 scattò moltissime foto a Woodstock, al concerto più famoso del mondo, dove l’ultima notte riuscì addirittura a salire sul palco e fotografare da vicino Jimi Hendrix. Tornato a New York iniziò a vendere le foto al mensile tedesco Twen e, naturalmente, anche all’Espresso che poi gli commissionerà un servizio sull’arte pop americana. Successivamente conobbe il gallerista Leo Castelli che lo mise in contatto con tutti gli artisti della sua galleria. Tra questi: Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Jhons, Roy Lichtenstein, Rosenquist e Chamberlain.
Quattro anni dopo, durante un viaggio in Cile, Gianfranco Gorgoni, fotografò anche gli accadimenti che portarono alla caduta del governo di Salvador Allende e le sue foto vennero pubblicate sul settimanale d’informazione Time.
Nel 1985 pubblicò il libro fotografico “Cuba Mi Amor” con la prefazione di Gabriel Garcia Marquez ed il testo di Fidel Castro. Fotografò, conobbe e divenne amico di tanti artisti di fama internazionale. Tra gli altri sono: Joseph Beuys, Christo, Chuck Close, Dan Flavin, Keith Haring, Serra, Smithson, Flavin, Morris e Carl Andrè.
Dopo il 2013 Gianfranco Gorgoni tornò diverse volte a Viterbo. Sulle orme di sua madre in momenti ricchi di sentimenti e molto commoventi.
Tra i suoi scatti viterbesi: Chia nei pressi della Torre di Pierpaolo Pasolini, il Parco dei Mostri di Bomarzo e i principali monumenti della nostra città.
Silvio Cappelli
– Il fotografo Gorgoni nella Tuscia


