Roma – “Di giorno sui social fanno i moralisti, di notte in commissione salvano le loro fondazioni”. Il leader di Italia viva, Matteo Renzi, attacca gli alleati di governo per il rinvio al 2021 dell’entrata in vigore della spazzacorrotti per equiparare fondazioni, associazioni e comitati politici ai partiti.
Nella notte il voto in commissione Finanze alla Camera sugli emendamenti al decreto fiscale provoca spaccature in maggioranza.
L’attacco più duro arriva da Italia viva, che vota no al rinvio dell’emendamento e poi cannoneggia su Twitter. Oltre a Renzi, il deputato Luigi Marattin definisce “un clamoroso errore” la decisione di rinviare l’applicazione della spazzacorrotti e precisa che la misura è passata col “voto favorevole di M5S, Pd e Leu”.
Nonostante il voto favorevole anche dei grillini, il leader pentastellato Luigi Di Maio definisce “una porcheria” il rinvio della norma sulle fondazioni e chiede che “il decreto torni subito in commissione”.
Il ddl anticorruzione, cosiddetto “spazzacorrotti”, ha previsto obbligo di totale trasparenza per le donazioni ricevute dai partiti e ha esteso le stesse norme anche alle fondazioni collegate ai partiti o che destinino più di 5mila euro l’anno a finanziare attività politiche.
