Viterbo – Bandito maldestro tenta due rapine il giorno di San Valentino e non ne azzecca una, ma viene tradito dal nasone alla Cyrano de Bergerac.
Nel giro di dieci mesi è stato condannato in via definitiva dalla cassazione a un anno e dieci mesi di reclusione e mille euro di multa.
E’ la stessa pena, con lo sconto di un terzo, che l’uomo, arrestato per tentata rapina a mano armata (una pistola ad aria compressa), aveva patteggiato davanti al gip del tribunale di Viterbo lo scorso 30 aprile, confermata dalla cassazione che ha giudicato inammissibile il ricorso.
Protagonista un 46enne viterbese, Andrea Vitiello, arrestato lo scorso febbraio dai carabinieri per avere tentato due colpi pistola in pugno, senza riuscire a metterne a segno neanche uno. Non contento, il giorno dopo si è ripresentato in uno dei due esercizi commerciali per chiedere scusa, cercando di convincere una delle vittime a non sporgere denuncia e a chiudere con una stretta di mano la vicenda.
Ripreso nel frattempo dalle telecamere della videosorveglianza è stato tradito da due ulteriori particolari: l’andatura zoppicante per via di un incidente stradale in cui era rimasto coinvolto 20 giorni prima e il naso straordinariamente pronunciato, alla Cyrano de Bergerac.
Una giornata no quella del 14 febbraio 2019 per Andrea Vitiello. La sera di San Valentino ha tentato due colpi in un’ora, alle 18,30 e alle 19,30, terrorizzando le titolari del negozio di animali “Shower dog” di via Monte Santo e del negozio di giocattoli “La Coccinella” di via Mazzini.
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In via Monte Santo: “Questa è una rapina”
In via Monte Santo, al momento dell’irruzione del bandito, verso le 18,30, con il casco indossato e le mani nelle tasche di un giubbetto imbottito di colore verde, era presente anche un cliente alle prese con la toelettatura del proprio cane. Sulle prime, con fare gentile, Vitiello avrebbe chiesto dei soldi per la madre malata. Un attimo dopo è passato al “questa è una rapina”. Intuito che in cassa non c’erano soldi, si è dato precipitosamente alla fuga, ma l’andatura claudicante e il suo naso prominente non sono passati inosservati.
In via Mazzini: “Stavo scherzando”
Un’ora dopo, verso le 19,30, il 45enne ci ha riprovato alla Coccinella di via Mazzini dove si è introdotto passando sotto la serranda, già in parte abbassata, in quanto era l’orario di chiusura. Addosso aveva il solito casco di colore scuro, col logo frontale “Agv”, e per travisare il volto indossava una sciarpa tenuta fin sotto la bocca e teneva il cellulare appoggiato alla guancia sinistra, come se stesse facendo una telefonata.
Visto che non c’era nessuno oltre alla titolare ma non accorgendosi di essere ripreso dalle telecamere della videosorveglianza, in un attimo ha estratto dalla tasca dei jeans una grossa pistola di colore nero, intimando alla donna, che aveva già chiuso la cassa, di riaprirla e dargli il denaro. Peccato che nel cassetto ci fossero solo pochi spicci. Al che il rapinatore, incredulo, continuando a sventolarle la pistola davanti alla faccia della vittima, le ha fatto estrarre anche l’altro cassetto, scoprendo che veramente di banconote non c’era traccia. Allora le ha chiesto la borsa, ma la commerciante non aveva nemmeno quella, solo le chiavi per chiudere il negozio. A quel punto il 45enne si è arreso. “Stavo scherzando”, le avrebbe detto, rimettendo la pistola in tasca e tentando una stretta di mano mentre si dava ancora una volta alla fuga, col solito naso pronunciato in bella vista, zoppicando e per la seconda volta in un’ora a mani vuote.
Ultima chicca. Il giorno successivo il 46enne è tornato nel negozio di giocattoli, stavolta a faccia scoperta, chiedendo scusa e cercando di convincere la vittima a non sporgere denuncia.
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Rintracciato e catturato a piazza Crispi dai carabinieri
In breve i militari hanno rintracciato il rapinatore in piazza Crispi e durante le successive perquisizioni, personale e domiciliare, hanno rinvenuto sia il giubbotto di colore verde, con cuciture orizzontali, zip verticale, due tasche ed il logo “Colmar” sulla manica sinistra nonché un evidente strappo posto sul retro, ripreso dalle telecamere, sia la pistola utilizzata, una fedele riproduzione dell’arma da fuoco da sparo Beretta 92 Fs di colore nero, priva del tappo rosso, e comunque ad aria compressa a pallini.
Arrestato dai carabinieri, il malvivente, con precedenti sia per spaccio che per rapina, è stato condotto nel carcere di Mammagialla. Al momento dei colpi era sottoposto a obbligo di firma, avendo patteggiato una condanna per droga. Al suo attivo anche un precedente per evasione dai domiciliari. E adesso una ulteriore condanna, definitiva, a un anno e dieci mesi di carcere.
Silvana Cortignani

