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Il giocatore della Viterbese minacciato anche in tribuna durante la partita

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Sport – Calcio – Viterbese – L’allenamento

 

Fabio Zampaglione, dirigente della Digos

Fabio Zampaglione, dirigente della Digos

Viterbo – (f.b.) – Non sono bastate le minacce di morte via whatsapp arrivate il giorno prima del match. Durante la partita contro la Vibonese, il giocatore gialloblù che per evitare problemi era in tribuna invece che in campo, è stato di nuovo bersaglio di insulti e avvertimenti pesanti.

S.A.D.B., 25enne di Palagonia in provincia di Catania, è stato denunciato per tentata estorsione in seguito a un’indagine svolta per lo più in ambito informatico dalla Digos di Viterbo, coordinata da Fabio Zampaglione, e dai colleghi di Vercelli, che si sono aggiunti quando anche nei loro uffici è arrivata una denuncia simile a quella del giocatore della Viterbese.

Il primo ad andare in questura, a Viterbo, è stato il gialloblù, accompagnato dalla dirigenza della squadra. Alla polizia ha portato una serie di messaggi minatori ricevuti su whatsapp. Gli si intimava di fare in modo che la Viterbese perdesse la partita. A rischio c’era la sua stessa vita. 

In allegato al testo l’ignoto aguzzino gli aveva anche inviato la foto di una scommessa giocata online. Alcune parti erano travisate, ma c’erano dei numeri leggibili. E da quelli gli uomini di Zampaglione sono riusciti a risalire all’account con il quale la scommessa era stata inserita sul portale. Da lì si è poi verificata la carta di credito associata e i dati reali dello scommettitore.

Intanto a Vercelli un altro calciatore aveva denunciato in questura qualcosa di molto simile. Messaggi, stavolta su Instagram, di un tenore simile e con le stesse finalità. La Digos aveva iniziato gli approfondimenti così come hanno fatto in seguito anche i carabinieri di Alessandria dove un terzo ragazzo, stavolta tra le fila della squadra del Monza, era finito nel mirino dello stesso scommettitore seriale.

Ma a Viterbo il giorno dopo quel sabato di vigilia delle partite di Serie C le minacce sono proseguite. Il calciatore della Viterbese, che per accordi presi con la dirigenza non è stato fatto scendere in campo proprio per evitare che fosse condizionato dalla situazione, ha seguito la partita dalla tribuna. Qui sarebbe stato più volte, di nuovo, additato e insultato da alcuni spettatori con ovvi e chiari riferimenti ai messaggi ricevuti nelle ore precedenti. 

Il ragazzo, impaurito e convinto, a questo punto, di essere stato anche seguito, ha presentato un’ulteriore denuncia in questura in aggiunta a quella del giorno prima.

L’intero fascicolo è stato infine trasmesso alla procura di Vercelli perché il primo reato in ordine di tempo è stato consumato lì. Tra i tre calciatori, infatti, quello che si è visto recapitare il primo messaggio minatorio sul cellulare è stato quello della Pro Vercelli.


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