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“I conti della Regione sono in ordine e vanno in continuo miglioramento”

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Enrico Panunzi

Enrico Panunzi

Viterbo – “I conti della Regione sono in ordine e vanno in continuo miglioramento”. E’ il bilancio del consigliere regionale Pd Enrico Panunzi. Tante le battaglie da portare avanti per il prossimo anno e l’impegno anche per il Pd che, col congresso, “è stato finalmente dotato di organi deputati”, con l’augurio che “nel gioco democratico ci sia un confronto e non l’insulto e lo scontro che da anni proseguono”.

Si chiude il 2019, come è andata?
“E’ stato un anno molto positivo – dice Panunzi – vista anche la situazione per cui non avevamo una maggioranza. Abbiamo approvato invece leggi molto importanti, su tutte il testo unico sul commercio, il piano sociale regionale e il Ptpr. Pietre miliari”.

Da poco sono stati approvati la “Legge di stabilità regionale 2020” e il “Bilancio di previsione della Regione Lazio 2020-2022”. Quali sono le misure più significative adottate?
“Ce ne sono tante, ma il vero elemento da risaltare è che ormai i conti della Regione sono in ordine e vanno in continuo miglioramento. Soprattutto nella cancellazione dei residui che erano piùdi 30 miliardi di euro e sono rimasti poca cosa. E’una regione ormai salda con pagamenti puntuali a fronte di un una situazione, trovata nel 2013, sull’orlo del default. Accanto a questo ci sono misure importanti per il nostro territorio e per i piccoli comuni, investimenti già programmati e quelli che dovranno venire. Questo si può considerare un anno di svolta verso il rilancio. Anche se pesa l’1,4 miliardi di mutuo che dobbiamo pagare per i debiti contratti in passato”.

Nell’ambito della sanità invece?
“Oltre a essere usciti dal commissariamento, se confrontiamo il dato del 2013 quando abbiamo chiuso con un disavanzo di quasi 800 milioni di euro, a fronte ora di un avanzo, credo la dica lunga. Poi lo sblocco del turn over e le 3500 persone assunte in questi ultimi due anni e le quasi 2mila per il prossimo triennio. Partivamo da una situazione deteriorata dopo i Lea, livelli essenziali di assistenza, che erano a 145 sotto la soglia nazionale che è fissata a 160 e oggi siamo sui 190. Sono dati non opinabili che si trovano sul Ministero della Salute. Passi da gigante”.

Rifiuti?
“E’ stato approvato in giunta il piano regionale che dovrebbe venire in aula a gennaio. Si prevedono Ato autosufficienti e, con l’individuazione della discarica di Roma, dovrebbe finire la migrazione dei rifiuti in giro per il mondo e per la regione stessa”.

Sulle Infrastrutture?
“Stiamo attingendo ai fondi di coesione con le grandi opere già finanziate come la tratta ferroviaria della ex Roma nord e la Orte-Civitavecchia dove i soldi sono stati ribaditi. Ci sono i fondi per il dissesto e l’edilizia scolastica, sono state messe delle poste precise e preparatorie come quelle sulla miscelazione delle acque con un mio emendamento per crca 600mila euro. Abbiamo chiesto nella conferenza Stato-Regioni 5 milioni di euro per togliere questa dipendenza dai dearsenificatori che provoca grossi costi gestionali che si aggirano sui 10 milioni all’anno. Una strategia importantissima che, in avvenire, qualora riuscissimo a realizzare, ci porterebbe a un grandissimo risparmio”.

Cosa porterà avanti nel 2020?
“Valorizzazione dei laghi e ripascimento delle coste su cui sono stati messi 400 milioni proprio con un mio emendamento. Poi, al di là poi dei contenziosi giudiziari, il completamento della Trasversale, che non dipende più da noi, spero vada avanti. Non a caso, si sta procedendo al progetto esecutivo e sono stati fatti affidamenti per studi geologici e archeologici sul tracciato”.

Da poco c’è stato il congresso del Pd.
“Finalmente, dopo un anno e mezzo abbiamo ridato a questo partito gli organi deputati e ci siamo tolti da questo tutoraggio che durava da tanto con tutti i grossi problemi che ha provocato”.

E’ mancata una parte a questo congresso, quella che fa riferimento a Fioroni. Come la vede?
“Non vado a commentare cose che non mi riguardano. Hanno deciso così e tutte le decisioni vanno rispettate. Sicuramente se si sta un partito, fin quando ci si sta, si dovrebbe lavorare per lo stesso. Cosa che non è successa per esempio alle ultime elezioni provinciali”.

Nonostante il risultato…
“Sì perché il risultato è figlio di un ragionamento più largo che va oltre il partito democratico, visto che ci troviamo di fronte a un problema per cui il Pd da solo non costituisce un’alternativa contendibile rispetto al centrodestra e ha bisogno di nuove forze e di un allargamento.

Allo stesso tempo, senza il Pd anche l’opposto ha la stessa caratteristica. E’ un bel dilemma da risolvere e speriamo di arrivare a creare una proposta valida fatta di messaggi, programmi e progetti chiari che gli elettori possano capire e conoscere. E che sopratttutto – conclude Panunzi – nel gioco democratico ci sia un confronto e non l’insulto e lo scontro che da anni proseguono”. 

Paola Pierdomenico


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