Viterbo – (f.b.) – “Con la lettera del prefetto vacci a letto…”.
Siparietto tra il consigliere di maggioranza Carlo Postiglioni e il collega d’opposizione Gianluca Grancini.
Apertura scoppiettante del consiglio provinciale che per la prima ora di seduta ha visto il botta e riposta tra maggioranza e minoranza in seguito alle due pregiudiziali presentate dal capogruppo di Centrodestra unito e civici Alessandro Romoli.
Una di queste riguardava l’attesa di una risposta da parte del Prefetto in merito alla lettera che Romoli & co. avevano presentato nei giorni scorsi a Giovanni Bruno al quale chiedevano se fosse legittimo discutere il bilancio di previsione a pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale stesso.
“Sappiamo che il prefetto ha risposto alla nostra richiesta – dice Romoli -, se non vi è arrivata ve la presento io e chiedo di metterla agli atti”.
Una missiva, quella del prefetto, che richiama i regolamenti amministrativi vigenti senza prendere una posizione netta né entrare particolarmente nel merito della questione. Per la maggioranza, dunque, è poco rilevante perché non impone alcuna sospensione dei lavori del consiglio.
A tal punto che il consigliere Postiglioni dice rivolto a Grancini: “Con la lettera del prefetto vacci a letto…”.
In aula scoppia la bagarre, subito placata da Palozzi che ci tiene a sottolineare come “il prefetto di Viterbo è il miglior prefetto che la Tuscia possa avere. Ci rappresenta al meglio e lo rispettiamo e stimiamo moltissimo. Quindi chiedo a tutti di abbassare i toni”.
Nulla di fatto anche per l’altra pregiudiziale con la quale il consigliere Alessandro Romoli chiedeva di annullare la seduta del consiglio perché non convocata nei tempi.
“Ci avete convocato il 29 novembre – spiega Romoli – e quindi non sono ancora passati i 15 giorni che prevede la normativa dopo i quali fissare il consiglio. Tra l’altro a me è arrivata convocazione solo sulla mail del Comune che amministro, ma non su quella che ho fornito agli atti come consigliere provinciale”.
“Io che non sono un sindaco – gli fa eco il collega Grancini – come avrei dovuto saperlo?”.
Ma per il presidente Nocchi e per la sua maggioranza si tratta di particolari non rilevanti. I consiglieri sono presenti, quindi la seduta è valida. La seduta va avanti e si comincia a discutere il bilancio.



