Vienna – Cambia il finale del concerto di Capodanno a Vienna. La marcia di Radetzky, brano eseguito in chiusura di tutti gli spettacoli del nuovo anno dalla Wiener Philharmoniker, non sarà più accompagnata dall’applauso del pubblico perché “evoca il nazismo”.
L’annuncio arriva dal direttore dell’orchestra viennese, il lettone Andris Nelsons. L’arrangiamento della marcia come la conosciamo oggi fu introdotto da Leopold Weninger, un compositore iscritto al partito nazista.
Rispetto alla versione originaria scritta nel 1848 di Johann Strauss padre, la marcia di Weninger è più allegra, ritmata e coinvolgente, con l’applauso del pubblico chiamato dal direttore d’orchestra.
Il primo violino della Wiener Philharmoniker, Daniel Froschauer, ha detto che la marcia sarà “finalmente libera dalle ombre brune del passato”, perché Weninger “aveva reso la composizione più simile a una marcia militare anche per aiutare il partito a guadagnare popolarità”.
Va detto, a onor del vero, che anche il concerto di Capodanno stesso fu introdotto in epoca nazista (1939).
La marcia di Radetzky fu composta in onore del feldmaresciallo di ritorno vincitore dalla Prima guerra d’indipendenza nel Lombardo-Veneto.
