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La nonna di Landolfi: “Ho raccolto io Andrea e Sestina, e lei stava bene”

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Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Giallo di Ronciglione - Mirella Iezzi, la nonna di Andrea Landolfi, alla Vita in diretta

Giallo di Ronciglione – Mirella Iezzi, la nonna di Andrea Landolfi, alla Vita in diretta

L'avvocato Giacomo Marini

L’avvocato Giacomo Marini

Ronciglione – “Hanno sporcato me e mio nipote in tutte le maniere, ma non è vero niente, perché io ho raccolto Andrea e Sestina, tutti e due. Sestina stava bene. C’é una testimone che la mattina alle sei ha sentito parlare Andrea con Sestina”.

A parlare, alla vigilia del processo per omicidio a Andrea Landolfi Cudia, al via lunedì davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo, è Mirella Iezzi, la nonna del trentenne romano accusato di avere ucciso spingendola per le scale la fidanzata 26enne Maria Sestina Arcuri. Nel corso di un’intervista telefonica a Tusciaweb l’anziana torna a ribadire la sua verità su quanto è successo nella sua casa di via Papirio Serangeli a Ronciglione la notte tra il 3 e il 4 febbraio scorso.

Oltre al figlioletto di cinque anni di Landolfi, la donna, ottantenne, sarebbe secondo la procura l’unica testimone oculare dell’accaduto e fin dall’inizio ha sempre sostenuto la tesi dell’incidente, prendendo le difese del nipote. 

“C’è anche una vicina di casa, citata come testimone. Una donna che ha sentito parlare Andrea e Sestina. Andrea le diceva ‘Sestina vieni qua, fatti vestire’. Non è vero che era in coma. Quando il personale dell’ambulanza le ha messo il collare, si è lamentata, non lo voleva mettere. E’ stata lei a dire che voleva andare a dormire, non in ospedale”, spiega, l’avvocato Giacomo Marini, nuovo difensore dell’imputato.

Non ci sarebbero stati ritardi nei soccorsi, chiamati solo alle sei del mattino successivo alla notte tra domenica e lunedì in cui la parrucchiera originaria della provincia di Cosenza è precipitata dalle scale dell’abitazione di Mirella Iezzi, dove la coppia stava trascorrendo il fine settimana assieme al pronipote dell’anziana. Non sarebbe vero, come sostiene l’autopsia, che la giovane ha perso immediatamente conoscenza in seguito alle gravissime ferite riportate alla testa durante la caduta. 

L’avvocato Marini ha incontrato Landolfi per la prima volta giovedì 5 dicembre nel carcere romano di Regina Coeli, dove il giovane è sottoposto a regime di “grandissima sorveglianza, sorveglianza a vista”.

“Abbiano parlato alla presenza di un agente della polizia penitenziaria. Ci sono stati episodi di autolesionismo, ha tentato il suicidio in carcere, è stato anche ricoverato presso il reparto di medicina protetta dell’ospedale di Belcolle è seguito da medici psichiatri. E’ un giovane incensurato, ha un diploma di operatore sociosanitario, di lavoro faceva il badante a un disabile. Non ha mai fatto uso di droghe, ha avuto solo qualche problema con l’alcol. Ed è disperato, distrutto, non fa che ripetere di non avere ucciso lui Sestina, di esserne profondamente innamorato”, dice il legale. 

Silvana Cortignani


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