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Mafia viterbese, 19 parti civili tra cui il comune

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Mafia a Viterbo - I tredici arrestati

Mafia a Viterbo – I tredici arrestati

Gli avvocati Enrico Valentini e Remigio Sicilia

Gli avvocati Enrico Valentini e Remigio Sicilia

Mafia viterbese - L'aula "Occorsio"

Mafia viterbese – L’aula “Occorsio”

Gli avvocati Marco Russo e Roberto Alabiso

Gli avvocati Marco Russo e Roberto Alabiso

Il tribunale ordinario di Roma

Il tribunale ordinario di Roma

Roma – Diciannove parti civili su 47 parti offese, tre richieste di abbreviato e nove richieste di rinvio a giudizio. Si è aperta così, questa mattina al tribunale penale di Roma, l’udienza preliminare per i 13 arrestati nel blitz antimafia dell’operazione Erostrato dello scorso 25 gennaio.

Al termine i pm Fabrizio Tucci e Giovanni Musarò hanno chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli indagati, ad eccezione di uno, la cui posizione è stata stralciata. Hanno discusso anche i legali delle parti civili, tra cui il comune di Viterbo e l’associazione nazionale antimafia Caponnetto.

La posizione stralciata è quella di Gazmir Gurguri, detto “Gas”, cittadino albanese di 35 anni, residente a Canepina, operaio, partecipe dell’associazione. Solo  per lui il processo procederà separatamente. Motivo, la mancata notifica del 415 bis a uno dei suoi difensori, avendone cambiati diversi nel corso delle, indagini preliminari. 

A gennaio discuteranno le difese.


Gli indagati

1. TROVATO Giuseppe, detto “Peppino”, 43enne originario di Lamezia Terme, da anni trasferitosi a Viterbo, dove gestisce tre Compro oro, con un ruolo di vertice nell’associazione smantellata;

2. REBESHI Ismail, detto “Ermal”, cittadino albanese di 36 anni, domiciliato a Viterbo, dove gestisce una rivendita di autovetture ed un locale notturno, anche questo con ruolo di vertice nel sodalizio;

3. PATOZI Spartak, detto “Ricmond”, cittadino albanese di 31 anni, residente a Vitorchiano, operaio, partecipe dell’associazione;

4. DERVISHI Sokol, detto “Codino”, cittadino albanese di 33 anni, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;

5. GURGURI Gazmir, detto “Gas”, cittadino albanese di 35 anni, residente a Canepina, operaio, partecipe dell’associazione;

6. LAEZZA Gabriele, detto “Gamberone”, 31enne, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;

7. OUFIR Fouzia, detta “Sofia”, cittadina marocchina di 34 anni, residente a Viterbo, compagna e dipendente di Trovato, partecipe dell’associazione;

8. GUADAGNO Martina, 31enne residente a Viterbo, dipendente di Trovato, partecipe dell’associazione;

9. FORIERI Luigi, detto “Gigi”, 51enne residente a Caprarola, al tempo dei fatti titolare di un bar, partecipe dell’associazione;

10. PATOZI Shkelzen, detto “Zen”, cittadino albanese di 34 anni, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;

11. PAVEL Ionel, cittadino romeno di 35 anni, concorrente in alcuni delitti-fine;

12. PECCI Manuel, 29enne residente a Viterbo, titolare di un centro estetico, concorrente in un delitto-fine;

13. ERASMI Emanuele, 50enne residente a Viterbo, artigiano, concorrente in un delitto-fine.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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