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“Mamma nigeriana insultata in ospedale, un festival dell’orrore”

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Ambulanza

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Anna Ascani

Anna Ascani

Sondrio – “Nella sala d’aspetto dell’ospedale un vero festival dell’orrore”. La viceministra all’istruzione Anna Ascani commenta su Facebook l’episodio di razzismo avvenuto al pronto soccorso di Sondrio.

Una giovane mamma nigeriana di 22 anni ha visto perso la propria neonata di sei mesi e ha iniziato a urlare disperatamente all’interno della sala d’attesa del pronto soccorso. 

Ma queste urla hanno infastidito alcuni pazienti che hanno replicato con frasi razziste: “rito tribale”, “rito satanico”, “tradizione africana” fino ad arrivare a “Taci, scimmia”, “tanto ne sfornano uno all’anno”.

L’episodio di razzismo è poi venuto alla ribalta della cronaca nazionale grazie all’intervento di Francesca Gugiatti, che durante la manifestazione delle sardine di sabato a Sondrio, ha raccontato l’accaduto.

La vicenda è stata poi ripresa da Sondrio Today e dalle testate nazionali.

“Nella sala d’aspetto del’ospedale di Sondrio, – ha scritto su Facebook la viceministra all’Istruzione Anna Ascani, – circa quindici persone hanno dato vita a un vero festival dell’orrore: parole di un cinismo spaventoso. Che fanno raggelare il sangue. Che feriscono nel profondo, non solo quella donna a cui il destino ha appena strappato la figlia, ma tutte le persone perbene. Ma come si fa a essere così cattivi? Come si fa a infierire davanti al dolore più grande?”. 

Sulla vicenda è intervenuta anche Giorgia Meloni.

“Da madre – ha detto la leader di Fratelli d’Italia –  non posso che provare profondo disprezzo per chi è così infame da insultare una donna straziata dal dolore più atroce che un essere umano possa provare. Non ho parole, che schifo”. 

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Matteo Renzi.

“Succede nel profondo Nord, in Italia, nel 2019 – dice il leader di Italia Viva -. Io dico: diamoci una regolata. E riscopriamo, almeno, il senso della parola ‘Vergogna’. Un abbraccio a quella mamma. E un pensiero speciale a tutte le famiglie che vanno avanti dopo la perdita di un figlio”.


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