Viterbo – (sil.co.) – Mobbing alle case popolari, anche l’Ater si ritira da parte civile contro Ugo Gigli.
Lo scorso ottobre aveva ritirato la costituzione di parte civile l’ex assessore regionale Angela Birindelli, ingiustamente licenziata, e poi riassunta, dopo il suo rientro in azienda al termine dell’esperienza politico-amministrativa con le dimissioni in blocco, a settembre 2012, della giunta Polverini. L’ex direttore generale deve fare ancora i conti con l’ex presidente Maria Gabriela Grassini, l’unica parte civile rimasta, per una ipotesi di calunnia, nel processo che è ripreso mercoledì pomeriggio davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone.
Sul banco dei testimoni l’avvocato Maria Cristina Pieretti, consulente legale dell’Ater quando fu licenziata l’ingegnere Angela Birindelli. “Ha spiegato che la Birindelli fu licenziata in seguito alle perizie d’ufficio disposte nella causa civile, secondo cui le firme apposte dal direttore sulle autorizzazioni alle consulenze esterne prodotte erano false e una estrapolata dal contratto di lavoro della Birindelli. Nessun abuso d’ufficio, come ha dimostrato la testimonianza della legale”, spiega l’avvocato Enrico Valentini, difensore di Ugo Gigli.
Gigli è accusato di falso, diffamazione, soppressione di documenti, calunnia e abuso d’ufficio. Per una ipotesi di abuso d’ufficio è coimpuata nello stesso processo una dipendente, difesa dall’avvocato Luca Paoletti.
Tutto nasce da alcune contestazioni disciplinari elevate nel giugno 2013 da Gigli alla Birindelli, per presunti incarichi esterni che lei, nel 2008, avrebbe accettato senza le previste autorizzazioni. Autorizzazioni prodotte però dalla Birindelli, anche se Gigli, forte di due perizie calligrafiche, sostiene da sempre che le sue firme in calce sono frutto di un copia-incolla.
Gigli ha spiegato il perché delle contestazioni. “Sono intervenuto quando ho saputo di un incarico della Birindelli a Soriano nel Cimino del quale non avevo avuto contezza, agendo come legale rappresentante dell’ente, altrimenti avrei legittimato a fare lo stesso anche gli altri dipendenti”, ha detto l’imputato. Davanti al collegio sono stati poi ascoltati diversi lavoratori dell’Ater, che hanno confermato la versione dell’ex direttore generale.
Angela Birindelli, scaricata col licenziamento nell’aprile 2014 dopo ben 4 provvedimenti disciplinari, il 7 dicembre 2017 è stata reintegrata al suo posto dal giudice del lavoro, dichiarando illegittimo il suo licenziamento dall’Ater.
Il processo riprenderà il prossimo 17 giugno, giorno in cui sono previsti la discussione e la sentenza.
