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Morte di Maria Sestina, salta il processo per omicidio al fidanzato

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Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Giallo di Ronciglione - La mamma Roberta e la sorella Virginia di Andrea Landolfi Cudia col difensore Giacomo Marini

Giallo di Ronciglione – La mamma Roberta e la sorella Virginia di Andrea Landolfi Cudia col difensore Giacomo Marini

Giallo di Ronciglione - Caterina Acciardi, la mamma di Maria Sestina Arcuri

Giallo di Ronciglione – Caterina Acciardi, la mamma di Maria Sestina Arcuri

Giallo di Ronciglione - L'avvocato della nonna, Gianluca Fontana

Giallo di Ronciglione – L’avvocato della nonna, Gianluca Fontana

Giallo di Ronciglione - L'avvocato di parte civile Vincenzo Luccisano

Giallo di Ronciglione – L’avvocato di parte civile Vincenzo Luccisano

L'avvocato Giacomo Marini

L’avvocato Giacomo Marini

Ronciglione – (sil.co.) – Morte di Maria Sestina Arcuri, salta la prima udienza del processo per omicidio volontario al fidanzato. Tra i testimoni il 31enne cui l’imputato avrebbe detto: “Salutala, non la vedrai più”.

Il nuovo difensore di Andrea Landolfi Cudia, l’avvocato Giacomo Marini, nominato soltanto pochi giorni fa, ha chiesto un rinvio al tribunale, per studiare il fascicolo dell’imputato. E la corte d’assise, presieduta dal giudice Gaetano Mautone, ha concesso al legale i termini a difesa.

Oggi sarebbe dovuto essere il giorno delle costituzioni di parte civile e dell’ammissione prove. Tra le parti civili i genitori e i due fratelli della parrucchiera 26enne originaria della provincia di Cosenza e impiegata in un grosso salone della capitale. Sono assistiti dall’avvocato Vincenzo Luccisano.

Un centinaio, di cui molti in comune, i testimoni delle liste depositate da accusa, parti civili e difese. C’è anche il figlioletto di 5 anni dell’imputato, già sentito ma non in sede di incidente probatorio. Ci sono i gestori e i camerieri del pub dove Andrea e Sestina hanno trascorso l’ultima sera. C’è il 31enne del posto che anche lui quella sera si trovava nel locale, cui Landoldi Cudia, andansosene con la vittima, avrebbe detto: “Salutala, tanto non la rivedi più”.

Sestina, secondo il pm Franco Pacifici, sarebbe stata uccisa dal badante trentenne romano, con la passione del pugilato, che l’avrebbe sollevata di peso durante un litigio e fatta precipitare di sotto.

Sono passati dieci mesi. Era la notte tra il 3 e il 4 febbraio quando la 26enne, dopo una serata al pub, sarebbe stata gettata da Landolfi giù dalle scale interne di casa della nonna ottantenne, a Ronciglione, dive la coppia stava trascorrendo il weekend col figlioletto di 5 anni di lui.

La nonna, Mirella Iezzi, è indagata a sua volta per omissione di soccorso, false dichiarazioni davanti al pm e abbandono di persona incapace. Quella sera, secondo l’accusa, dopo essere stata anche lei aggredita dal nipote, l’anziana se ne sarebbe andata via dall’abitazione senza dare l’allarme.


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