Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Vorremmo ricordare Vittorio Sgarbi così come era un tempo: genialoide, brillante, irriverente, ironico, colto, battagliero, rispettoso della democrazia liberale scaltro e tanto altro ancora.
Il tempo passa per noi tutti e con alcuni si rivela crudele. Crudele è il termine che rispecchia di più il nostro sentire in questo contesto. Abbiano creduto in lui, molti di noi e da un tempo più lungo che non quello da Sgarbi trascorso a Sutri, e se oggi ne siamo delusi, forse è anche un po’ colpa nostra perché ci siamo illusi.
Non vorremmo sembrare “ubriachi di retorica”, ma ribadiamo l’ineccepibile concetto che non è compito di un vicesindaco garantire la maggioranza, ma è dovere assoluto di un sindaco degno di tale nome e titolo. Vittorio Sgarbi ha voluto appositamente fare uno sgarbo a chi lo ha fortemente e contro ogni forza opposta, voluto e sostenuto.
Contrastare, avere il coraggio e il dovere etico (e talvolta anche estetico) di dire “no” a ciò che è errato, fuorviante, non vuol dire tradire… Il tradimento non ci appartiene per cultura e nascita, è agire di mediocri, è azione di perdenti, è retaggio di poveri nell’animo, e nessuno di noi è tale.
Pertanto il Comitato a sostegno del sindaco Vittorio Sgarbi e del vicesindaco Felice Casini, non ha più alcuna ragione di esistere, vista la revoca dello stesso vicesindaco e di conseguenza il fatto che più nessun rispetto sia dovuto ad un sindaco “ribaltonista”, che avalla gli altrui giochi infantili, volti esclusivamente ad un mantenimento di poltrone e accaparramento di ruoli, dichiariamo sciolto il Comitato a sostegno, lasciando spazio a chi vorrà proseguire in altri percorsi, come sempre esclusivamente per il bene e il futuro del popolo di Sutri.
Ubriachi di retorica anche su questo? Ebbene allora ben venga tale ebbrezza, resa più dolce dalla libertà di esistere.
Comitato civico a sostegno del sindaco Sgarbi e vicesindaco Felice Casini
