- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Stupro al pub di CasaPound, pene troppo lievi e sottovalutazione della violenza sulle donne”

Condividi la notizia:

Valeria Valente

Valeria Valente

Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Viterbo – Stupro al pub di CasaPound. Per Valeria Valente, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere, le pene sono state troppo lievi. Il tribunale di Viterbo, per lo stupro dello scorso 12 aprile, ha condannato con rito abbreviato Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci a 3 anni e a 2 anni e 10 mesi di reclusione.

“Aspettiamo di leggere gli atti e le motivazioni – afferma la senatrice del Pd Valente -, ma la decisione che ha condannato i due ragazzi di Casapound, colpevoli di aver stuprato una donna, a una pena tanto lieve ci impone come commissione un doveroso e necessario approfondimento”.

Per la presidente della commissione d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere la “pronuncia, stando a una prima lettura, sembra essere determinata da una chiara sottovalutazione del fenomeno della violenza maschile sulle donne. Vengono riconosciute attenuanti generiche per la giovane età, per il modo in cui veniva intesa la sessualità (impulsi negativi) e, infine, perché c’è stato un risarcimento del danno. Insomma, una decisione che sembra essere anche figlia dell’ampio margine di discrezionalità legato al modo in cui viene letta e condannata la violenza da parte di chi è chiamato a giudicare”.

Valente è pronta a “richiedere gli atti del processo. Approfondiremo con attenzione la questione – sostiene -, ma se anche da un’attenta lettura della documentazione dovesse essere confermata questa tesi, ci troveremmo di fronte all’ennesima dimostrazione che qualcosa nel nostro sistema non funziona. Non vi è altra strada: è necessario investire di più e meglio sulla formazione di tutti gli operatori, dai medici ai magistrati passando per le forze dell’ordine e i consulenti, che affrontano casi di violenza sulle donne”.


Condividi la notizia: