Vasanello – sponsorizzato – Infiammazioni, scoliosi, schiacciamenti vertebrali, patologie varie della colonna. Una postura sbagliata può essere la causa silente di numerosissimi disturbi e provocare, col passare del tempo, peggioramenti sensibili della qualità della vita.
Francesco Bergantili, fisioterapista specializzato in rieducazione posturale globale, presenta “La postura, un equilibrio dinamico”. Un saggio di 70 pagine con nozioni e consigli per migliorare la conoscenza di questa branca della medicina.
Il saggio sarà presentato domenica 8 dicembre alle 16,45 a Vasanello, alla chiesa della Stella di piazza della Repubblica. Ospiti, insieme a Bergantili, il reumatologo e medico di base Alberto Marini e il fisiatra e medico dello sport, nonché ex campione olimpico di pentathlon, Carlo Massullo.
“Parleremo di patologie che creano disagi nella vita quotidiana – spiega Bergantili – e che aumentano col passare del tempo la loro incidenza sulla salute. Fino ad arrivare, in età avanzata, a compromettere la mobilità del corpo”.
Cosa vuole comunicare attraverso questo lavoro?
“Vorrei dare un contributo per aumentare la consapevolezza delle persone sull’importanza di una postura equilibrata e sui problemi che derivano dalle abitudini sbagliate. L’informazione è la base della prevenzione, è da qui che dobbiamo iniziare ”.
A che livello è la conoscenza dei pazienti sul tema della postura?
“Non buono. L’importanza di una postura corretta non è percepita in maniera forte, manca una cultura della prevenzione. E tra i giovani noto anche una diminuzione della conoscenza del proprio corpo, in particolare della propriocezione, cioè la percezione del proprio corpo nello spazio. Senza equilibrio ed elasticità, si possono generare patologie i cui segnali emergono fin dall’età adolescenziale. Il corpo va curato, non solo praticando sport, ma anche dedicandosi agli esercizi di stretching. Altrimenti è come pensare di tenere un’automobile col motore sempre acceso”.
Come nasce l’idea del saggio?
“Tre anni fa tenni degli incontri nelle scuole medie di Vasanello, Vignanello e Vallerano. La prima adolescenza è il periodo migliore per correggere gli atteggiamenti sbagliati nella postura, prima che si cronicizzino e successivamente degenerino. In seguito a quegli incontri, abbiamo iniziato dei percorsi terapeutici che nel tempo hanno migliorato notevolmente le problematiche di alcuni ragazzi. Ora c’è questo saggio, che vuole ampliare l’attività d’informazione a un pubblico di tutte le età”.
Com’è strutturato il testo?
“C’è una prima parte in cui si fanno degli accenni di anatomia: una sorta di mappa per apprendere al meglio le fondamenta fisiologiche che gestiscono la postura. In seguito il discorso si sviluppa lungo un filo logico, mirato a comprendere quali sono i meccanismi che determinano la postura e le azioni adottate dal corpo per difendersi da atteggiamenti quotidiani viziati. Sono questi ultimi a provocare il dolore, le infiammazioni e le altre patologie.
La comprensione del testo è agevole anche per i non addetti ai lavori?
“Sì, è un saggio di divulgazione generale, non specialistica. Il primo obiettivo di chi effettua prevenzione nel mondo sanitario è mettere a disposizione, nella forma più trasparente, semplice e completa, le nozioni alla popolazione. In questo modo s’incrementa la consapevolezza dei comportamenti a rischio, si divulgano le linee guida che caratterizzano la patologia e si esprimono le possibili soluzioni.”
Da dove nasce una patologia posturale?
“Possiamo riconoscere due macro ambiti. Alla base può esserci un fattore genetico – ereditario che determina un atteggiamento posturale disequilibrato proprio della persona. Ne fanno parte la maggioranza dei casi di scoliosi. Poi ci sono atteggiamenti sbagliati tenuti in maniera continuativa nella quotidianità: posizioni errate seduti in ufficio o sul banco di scuola, modalità di camminare, o addirittura uso improprio dei muscoli della respirazione.”
Qual è il primo sintomo che si avverte di solito?
“Di norma il paziente si rivolge al terapista nel momento in cui, in assenza di un trauma diretto, arriva un dolore che blocca o limita la sua quotidianità. È da qui che inizia il percorso riabilitativo. Si risolve il dolore e poi si approfondisce l’analisi chiedendosi da dove questo ha avuto origine. Con valutazioni specifiche si scopre che il problema nasce da un difetto posturale, che magari è situato in una zona completamente diversa da quella in cui si manifestava il sintomo. Io di solito faccio il paragone con l’iceberg: il dolore è la punta, la parte in superficie, ma sotto l’acqua c’è una massa di ghiaccio nascosta, che è la vera origine del dolore e che il terapista deve scoprire”.
Quando il problema posturale è diagnosticato, quanto durano i cicli di terapie?
“Naturalmente, dipende di caso in caso. Il professionista serve a individuare l’origine del problema e fare i trattamenti opportuni, ma anche il paziente, coi suoi atteggiamenti nella vita quotidiana, ha un ruolo determinante. Ed è compito proprio del terapista responsabilizzare il suo assistito, indicandogli gli atteggiamenti sbagliati e le strade per risolverli”.
Quali sono gli errori più tipici che si compiono?
“Ad esempio, una cosa da evitare assolutamente è tenere il computer o la televisione in posizione non perfettamente frontale. In quel modo si rimane per ore col corpo in rotazione e si creano degli scompensi. In generale la parola chiave di una postura corretta è equilibrio dinamico, e da questo nasce il titolo del saggio. Sbaglia chi fa vita troppo sedentaria, ma sbaglia anche chi fa sport badando solo alla performance muscolare, senza cercare uno sviluppo armonioso del corpo”.
Francesco Bergantili rinnova l’appuntamento a domenica pomeriggio, per l’evento di presentazione di “La postura, un equilibrio dinamico”. L’ingresso è gratuito.
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