Tarquinia – Al teatro comunale Rossella Falk di Tarquinia, dal 3 al 5 gennaio andrà in scena la prima edizione dell’evento Tarquinia Jazz 2020.
Sarà il primo grande evento del nuovo anno e del nuovo spazio teatrale. Organizzato e promosso dalla associazione culturale Wow records insieme all’assessorato alla cultura del comune di Tarquinia che ha fortemente voluto questa iniziativa per la propria città. Adoperandosi a mettere in campo le proprie forze per sostenerla.
Con l’augurio che possa divenire, con gli anni, un appuntamento fisso, una tradizione. Che promuova la cultura e la sensibilità per la musica. E che incrementi le visite per turismo a Tarquinia. Il programma è decisamente ambizioso. Guarda al futuro. Proprio per l’obiettivo, che si pone già sul nascere, di crescere di anno in anno. Auspicando nuove edizioni future.
Il programma prevede tre date. E la presenza di artisti di caratura internazionale. Con biglietti da 10 euro ciascuno. E una particolare offerta “a pacchetto” per chi acquisterà i biglietti di tutte e tre le serate, con un costo speciale di soli venticinque euro. Utile anche come una buona idea regalo per chi ancora non avesse provveduto. In questa nuovissima e affascinante struttura, la Wow records ha curato la direzione artistica. La prima apertura di sipario per l’anno 2020 prevede le seguenti date. Per il 3 gennaio andrà in scena Joyce Yuille & Hammond Groovers, con l’americana Joyce Yuille alla voce, Daniele Cordisco alla chitarra, Antonio Caps all’organo e Elio Coppola alla batteria.
A seguire il 4 gennaio sarà la volta del Roberto Tarenzi Trio feat. Giovanni Amato con Roberto Tarenzi al piano, Giovanni Amato alla tromba, l’americano Ameen Saleem al contrabbasso e Roberto Pistolesi alla batteria. Infine il 5 gennaio chiuderà la scena il Marco Guidotti Quartet, con Marco Guidolotti al sax, Felice Tazzini al piano, Francesco Pierotti al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria come special guest.
La musica tutta e il jazz sono patrimonio culturale e artistico che l’Italia deve proteggere e conservare. Aiutandoli a crescere. Proprio perché parte della nostra identità e cultura. Come è stato per lungo tempo fino agli inizi del Novecento. Mentre attualmente la musica italiana, un tempo spunto creativo per tanti altri paesi, sembra a volte essere finita come fanalino di coda. Questo festival rappresenta dunque un buon modo di investire nella cultura. E di dare spazio a importanti artisti italiani e internazionali. Per attrarre turismo. Diffondere arte e far vivere il teatro. Una realtà che in Italia fa sempre fatica a mantenersi e vivere.
Valeria Conticiani
