Ronciglione – “Se lei vorrà, sono pronta a scendere in Calabria per abbracciare la mamma di Sestina”. Un appello che porta la firma di Roberta Landolfi, la madre 49enne di Andrea Landolfi Cudia, il trentenne a processo davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo per l’omicidio della fidanzata 26enne Maria Sestina Arcuri.
“In tribunale, il 9 dicembre, ho cercato i suoi occhi senza trovarli, ma vorrei poterle dire che mio figlio era innamorato di sua figlia, che mi ha giurato di non averla spinta per le scale, che si è trattato di un incidente. Andrea non mente, una madre sa se suo figlio dice la verità”, spiega Roberta, tramite il difensore Giacomo Marini.
Tutti i lunedì la donna va a fare visita al figlio nel carcere di Regina Coeli, dove tre volte in tre mesi il trentenne ha provato a togliersi la vita ed è sottoposto a regime di “grandissima sorveglianza”, sorvegliato a vista dalla polizia penitenziaria per i suoi intenti suicidari.
La ragazza, originaria di Nocara in provincia di Cosenza, è morta a Belcolle il 6 febbraio, dopo due giorni di agonia, dopo essere precipitata dalle scale della casa della nonna di lui, Mirella Iezzi, a Ronciglione.
Roberta Landolfi e Caterina Acciardi, 53 anni, la mamma di Sestina, si erano incrociate solo una volta, prima del 9 dicembre, a Belcolle, senza parlarsi. Lì la disperazione e il dolore dei genitori e dei fratelli della 26enne, giunti da 600 chilometri di distanza, esplose in modo drammatico. “L’ha ammazzata, è un assassino, l’ha uccisa lui”, le grida che scossero in quelle ore i corridoi dell’ospedale.
Gettata oltre il parapetto da Andrea durante un violento litigio cominciato poco prima al pub, secondo l’accusa, rafforzata dalla scena minata con un pupazzo del figlioletto di 5 anni del presunto assassino. Rotolati insieme mentre facevano pace, secondo Landolfi e la nonna, indagata per falso, omissione di soccorso e abbandono di incapace.
“Chiederò al difensore di parte civile Vincenzo Luccisano se sia possibile organizzare un incontro tra le due mamme. La signora Roberta è pronta a recarsi in Calabria per abbracciare la signora Caterina. Ci auguriamo che possa esserci un’apertura per avvicinare le famiglie di Andrea e Sestina”, dice l’avvocato Marini.
Silvana Cortignani

