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“Sarai sbalzato in aria se salta la partita…”

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Viterbo - Il dirigente della Digos Fabio Zampaglione

Viterbo – Il dirigente della Digos Fabio Zampaglione

Viterbo – “Sarai sbalzato in aria se salta la partita”. “Puoi denunciare e tutto a me non frega niente però sappi che sarai morto”. Sono solo alcune delle frasi minatorie arrivate per messaggio a dei giocatori di Serie C, uno dei quali della Viterbese, lo scorso 29 novembre.

La polizia di stato ha denunciato un giovane per tentata estorsione nei confronti di alcuni calciatori delle squadre di Lega Pro Pro Vercelli e Viterbese.

Attraverso una complessa indagine telematica la Digos di Viterbo e la squadra mobile di Vercelli, coordinate dalle rispettive procure della Repubblica, sono giunta all’identificazione di un giovane residente nella provincia di Catania, accusato di tentata estorsione nei confronti di un giocatore della Pro Vercelli e di un giocatore della Viterbese.

I calciatori, prima dell’inizio delle partite, si erano visti recapitare gravi minacce di morte se non avessero concorso alla sconfitta delle squadre di appartenenza nel turno di campionato di serie C del 29 settembre 2019.

Tutto è partito da Viterbo perché il primo giocatore a recarsi in questura, accompagnato dalla dirigenza della squadra, è stato proprio quello gialloblù.

Le minacce sono arrivate sui cellulari delle vittime tramite messaggi Instagram e Whatsapp ed erano tali da intimorire e seriamente influenzare le prestazioni calcistiche dei professionisti in campo ed erano del seguente tenore: “sei nel mirino e può succedere una cosa molto brutta quindi occhio vivo a quello che accade che ci sono troppe scommesse sul due se salta la partita ti puoi considerarti sotto mirino”; “stai attento… perché domani se salta la partita pagherai molto amaramente un preavviso poi fai quello che vuoi”; “credimi veramente perché sarai sbalzato in aria se salta la partita”, “e puoi denunciare e tutto a me non frega nulla però sappi che sarai morto”, “a domani fai il tuo dovere e non succederà nulla”, “dimenticavo anche se ti rifiuti di giocare e la partita salta ci vai sempre tu nel mezzo”, “quindi sistema tutto”.

Frasi alle quali, per rendere maggiormente credibile la minaccia, l’uomo poi identificato ha allegato anche una foto riproducente una scommessa di 2500 euro effettuata su un noto portale di scommesse.

L’indagine informatica è partita grazie alla collaborazione degli stessi giocatori e delle società calcistiche interessate, che immediatamente hanno denunciato l’accaduto negli uffici della polizia di stato di Vercelli e di Viterbo.

Gli uomini della Digos di Viterbo, coordinati dal dirigente Fabio Zampaglione, attraverso una accurata elaborazione e analisi dell’immagine allegata alle frasi minatorie, nonostante l’autore avesse apportato delle modifiche per rendersi irrintracciabile, hanno notato dei numeri sulla schedina giocata e da quelli sono riusciti a risalire al codice usato sul portale online per scommettere. Da lì ad arrivare a chi c’era dietro il tutto il passo è stato breve perché è emerso il numero della carta di credito usata per pagare le scommesse e quindi anche i dati reali di chi le effettuava.

Le ulteriori e sofisticate indagini, condotte attraverso l’acquisizione di tutte le tracce telematiche lasciate dall’autore, hanno consentito di raccogliere ulteriori riscontri e individuare il responsabile. 

Il fascicolo dell’inchiesta è stato gestito dalla procura di Vercelli perché lì è stato commesso il primo reato in ordine di tempo. Sul cellulare del giocatore della Pro Vercelli, infatti, il messaggio è arrivato circa dieci minuti prima di quello del calciatore della Viterbese.


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