Viterbo – (sil.co.) – Sette chili di droga nel casolare, condannati a 8 anni e due mesi in appello due commercianti.
Pena ridotta di due anni e mezzo, rispetto ai dieci anni e otto mesi del primo grado. “Sempre spropositata, ricorreremo in cassazione”, anticipano i difensori.
Si è celebrato ieri a Roma il processo di secondo grado a Camillo Lamanda e Maurizio Casarelli, difesi dagli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate.
I trentenni viterbesi erano stati condannati a 10 anni e 8 mesi per spaccio dal gip Roberto Colonnello, che li ha giudicati con l’abbreviato lo scorso 11 gennaio. I giudici della corte d’appello capitolina hanno riformato ka sentenza, scontando la condanna a otto anni e due mesi di reclusione per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Non solo “fumo” ed “erba”. Nel casolare è stato scovato anche mezzo chilo di cocaina. Secondo l’accusa sufficienti a confezionare oltre 29mila singole dosi di stupefacente: 1287 di cocaina e ben 27.720 tra hashish e marijuana.
Casarelli e Lamanda sono stati arrestati il 4 maggio 2018, sette mesi dopo essere stati fermati e rilasciati in seguito al fermo, il 14 ottobre 2017, di un altro giovane viterbese e al ritrovamento di sette chili di stupefacenti in un casolare vicino a Tobia, tra i quali mezzo chilo di cocaina, per un valore sul mercato superiore ai 60mila euro.
Il presunto complice, Federico Morucci, anche lui trentenne, è stato condannato il 22 giugno 2018 in primo grado a sei anni di reclusione. Pena ridotta a 4 anni e 8 mesi in appello, lo scorso 27 maggio.

