Roma – “Solo l’1,67% del mar Mediterraneo viene realmente tutelato”. Il dato emerge dall’ultimo rapporto del Wwf dal titolo “Verso il 2020: fact check sulla tutela del Mediterraneo”.
“I 21 paesi che si affacciano sul Mediterraneo hanno fallito sinora nell’impegno globale stabilito 10 anni fa (nell’ambito della convenzione internazionale sulla diversità biologica) di proteggere entro il 2020 effettivamente ed efficacemente il 10% del loro mare e di fermare la continua perdita di biodiversità nella regione”. Questo è quanto emerge dal report del Wwf “Verso il 2020: fact check sulla tutela del Mediterraneo”.
L’analisi Wwf dimostra che nell’ultimo decennio quasi tutti i paesi del mediterraneo hanno disatteso l’obbligo di creare entro il 2020 una rete adeguata di aree marine a vario titolo protette.
L’Italia tutela “a vario titolo il 19,12% delle proprie acque territoriali (0-12 miglia marine) e presenta piani di gestione nel 18,04% che tutelano teoricamente i nostri mari”. Il quadro è però meno confortante se si considera che “la gestione viene effettivamente implementata solo nell’1,67% delle nostre acque marine”.
“Sulla carta risulta complessivamente tutelato il 9,68% del mare Mediterraneo. Le aree marine a vario titolo protette (per norme internazionali e nazionali) che hanno propri piani di gestione sono solo il 2,48% e quelle che implementano i propri piani assicurando una gestione effettiva ed efficace sono ancora meno, l’1,27% e localizzate nella sponda nord del Mediterraneo”.
Emerge inoltre che “solo lo 0,03% del mar mediterraneo beneficia della massima tutela”.
Il fact check del Wwf è stato lanciato in vista della conferenza delle parti-cop 21 della convenzione di barcellona che si riunirà la prossima settimana (2-5 dicembre) a Napoli. A partecipare i 21 governi del mediterraneo.
