Montefiascone – Uno sguardo ironico sulla società italiana a cavallo del millennio, attraverso la televisione: è “Hanno ucciso l’Uomo gatto” (Edizioni Epoké, Novi Ligure), il saggio d’esordio di Adriano Pugno, che sarà presentato venerdì 27 dicembre al museo del Sangallo di Montefiascone in dialogo con Chiara Mezzetti (ore 16, a cura della Piccola Galleria).
Pugno e “Hanno ucciso l’Uomo Gatto” saranno protagonisti anche del reading game al ristobar/libreria La Coccinella, sempre a Montefiascone, venerdì 3 gennaio (ore 17). Passando da Ciao Darwin al Grande Fratello, da Amici di Maria De Filippi a Real Time, l’autore racconta l’Italia della generazione Y grazie a trasmissioni cult e ai singolari personaggi che ne hanno fatto parte.
“Hanno ucciso l’Uomo Gatto” è una controstoria della televisione italiana, per capire com’è cambiata e come sono cambiati quei ragazzi degli anni Novanta che nel bene e nel male hanno avuto nella tv uno specchio dentro cui guardare: non è un caso se il titolo fa riferimento al celebre concorrente della trasmissione musicale Sarabanda condotta da Enrico Papi per sette anni consecutivi.
Il volume è stato appena pubblicato dalle Edizioni Epoké di Novi Ligure e la prefazione è stata affidata al direttore della scuola Holden Martino Gozzi, presso cui Adriano Pugno lavora. Pugno, 29 anni, scrive per l’Espresso ed è stato cofondatore della rivista culturale Tropismi. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su Narrandom, uonnabi e La Stampa.
Adriano Pugno è nato a Viterbo nel 1990. Dopo la laurea magistrale in Lettere, si è diplomato alla scuola Holden specializzandosi nel racconto della realtà. Comincia a collaborare con la scuola Holden occupandosi di Corporate Storytelling, diventa poi responsabile dell’area Talent Hub e assistente all’Academy, il nuovo percorso universitario.
Tiene corsi di scrittura creativa: il più recente, incentrato sul racconto del territorio, si è tenuto a Montefiascone, il paese dove ha vissuto per anni.
