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“Un 2019 pieno di scossoni, ma il food è in grande espansione”

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Confartigianato - Andrea De Simone

Confartigianato – Andrea De Simone

Viterbo – “Un 2019 pieno di scossoni, ma il food è in grande espansione”.

Andrea De Simone, direttore di Confartigianato, traccia un bilancio dell’anno appena trascorso. Un anno “imprevedibile e pieno di cambiamenti sia sul piano politico che, di conseguenza, su quello economico”. Un anno che, comunque, ha portato a Confartigianato delle grandi soddisfazioni sul fronte del microcredito e su quello dell’enogastronomia.

Come hanno reagito le aziende a questo 2019 così altalenante?
“Le aziende sono realtà concrete che hanno bisogno di fatti e di azioni e troppo spesso si “scontrano” con una politica che difficilmente lo è. Le piccole aziende scrivono la storia, ma non sempre trovano dall’altra parte della barricata delle politiche che le aiutano. L’attenzione, quando c’è, è riservata in genere alle grandi imprese. La manovra “Salva Italia” non salva proprio nulla…”.

Cosa c’è di sbagliato nella manovra?
“Di sbagliato c’è molto. Perché se da una parte si è riusciti a sterilizzare l’aumento delle aliquote Iva, dall’altro ci sono tanti “regali” che hanno appesantito tantissimo la situazione alle imprese. Il premier Conte si fa vanto della lotta all’evasione che, ci mancherebbe, è sacrosanta, ma bisognerebbe anche impegnarsi a recuperare qualcosa dai grandi colossi del web o dai giganti che si scelgono sedi legali in giro per il mondo. Invece, alla fine, chi paga il conto sono sempre i piccoli imprenditori: idraulici, pizzaioli, commercianti di zona e via di seguito… Penso, ad esempio, alla difficoltà di gestire la fattura elettronica o lo scontrino elettronico: tutto è sulle spalle delle piccole aziende che vengono trattate come bancomat”.

Che anno è stato il 2019 per le piccole imprese?
“E’ stato un anno pieno di scossoni e di incertezza. I vari cambiamenti a livello politico si sono inevitabilmente riversati sull’economia e sul lavoro. Le piccole imprese, in tutta Italia e anche nel Viterbese, subiscono una continua diminuzione della concessione del credito, il che le porta ad avere sempre meno fiducia nel futuro. Si investe poco, si percepisce l’insicurezza del sistema pensionistico e aumentano, quindi, i depositi di denaro nelle banche, perché si tende al risparmio invece che all’investimento. Ma in questo mare di incertezza e paura c’è anche qualche bella sorpresa: i confidi”.

E proprio in tema di accesso al credito Confartigianato imprese di Viterbo ha ottenuto nel 2019 un importantissimo traguardo. Quale?
“Quest’anno il consorzio fidi di Confartigianato è stato il primo della Tuscia ad essere accreditato da Mediocredito. L’accreditamento porterà vantaggi sostanziali per le imprese perché faciliterà l’accesso al credito e ridurrà i tempi di istruttoria delle richieste. Per noi, per me che lo presiedo, è motivo di vanto perché sapere di poter concedere fino a 35mila euro a chi vuole coraggiosamente fare impresa senza dover chiedere garanzie ai parenti o ipotecarsi la casa è una vera vittoria. Confartigianato riesce a farlo. E, oltre a questo, si spende sul campo quotidianamente per garantire servizi innovativi e aggiornamenti formativi di alto livello”.

Ma nella Tuscia, seppur a fatica e con sacrificio, c’è un settore che più di altri sta uscendo dalla crisi e punta in alto?
“La fatica è tanta per tutti, ma il settore food posso dire che è in grande espansione. Ne è esempio “Vivi le terme con gusto”, l’iniziativa che abbiamo messo in campo con le Terme Salus. Siamo partiti l’anno scorso da una chiacchierata e siamo arrivati qualche settimana fa a registrare un marchio d’eccellenza che permetterà a tredici aziende di partecipare alle più grandi fiere del mondo del settore gastronomico, come quella di Berlino che si terrà a fine gennaio. Il food è un settore in forte espansione, c’è sempre una grande richiesta, anche di realtà particolari come quello dei celiaci. Uno dei nostri associati ha recentemente aperto un punto vendita per prodotti senza glutine: quella che per molti può essere un’attività come un’altra, per alcuni è una salvezza. Ecco queste sono i risultati che ci piacciono”.

Francesca Buzzi


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