Viterbo – “Natale in carcere non è mai festa. Ancor meno a Viterbo, che rispetto alla capitale, ha meno volontari e iniziative”. Alessandro Capriccioli, consigliere regionale di +Europa Radicali, ha visitato Mammagialla il 27 dicembre con il deputato Riccardo Magi.
La sua idea è quella di un penitenziario “ingovernabile e a rischio”, dice. Con l’organico ridotto all’osso che, sommato al sovraffollamento, crea una miscela esplosiva. “Al penitenziario viterbese – spiega Capriccioli – mancano all’incirca 60 agenti. Una carenza d’organico che sicuramente si ripercuote sulla serenità di tutti, poliziotti e detenuti”.
Insieme a Magi, il consigliere ha passato a Mammagialla tutto il pomeriggio di venerdì. Tre ore nei reparti nuovi giunti, isolamento e reati comuni. E una valanga di segnalazioni.
“I detenuti non vedevano l’ora di farsi ascoltare – racconta Capriccioli -. Ci hanno praticamente ‘assaliti’ con lagnanze di ogni tipo La maggior parte sulla gestione sanitaria. C’è chi, malato di tumore, sostiene di aver dovuto aspettare e sollecitare per delle medicazioni. Chi sarebbe stato costretto a scegliere tra la visita medica e l’ora d’aria. Un altro ci si è presentato con le capsule dei denti in mano: le deve rimettere, dice che aspetta da settimane di andare dal dentista”.
Il 25 c’è stato un pranzo speciale: con arrosto e patate. Qualcuno lamenta razioni scarse, a Natale e durante l’anno. “Alcuni – spiega Capriccioli – ci hanno detto che se non facessero la spesa, cucinando per sé dentro la cella, mancherebbe da mangiare per chi si serve della mensa”.
Sintomi di malfunzionamento, per il consigliere regionale che, visitando più volte Mammagialla, ha notato un clima diverso da altri penitenziari laziali. “Non prendo ogni segnalazione per oro colato – afferma -. Verificare certe situazioni è compito della magistratura e, ovviamente, non tutto quello ci viene riportato è necessariamente vero oltre ogni ragionevole dubbio. Ma in altre carceri non mi capita di avere ogni volta questo esercito di persone con questa massa di problemi. È indice di una scarsa attenzione e di un dialogo quotidiano che manca, oltre alla carenza d’organico: chi accompagna i detenuti alle visite mediche se non c’è personale?”.
“La sensazione – conclude – è quella di un luogo che è diventato problematico gestire. Con i detenuti, da un lato, che non soddisfano le loro esigenze e il personale, dall’altro, che è stremato, sotto pressione e fatica come faticherebbe chiunque a lavorare in queste condizioni. Il ministero dovrebbe dare una mano a questo carcere”.

