Terni – Anche Terni s’inserisce nella corsa al Frecciarossa. Il sindaco del capoluogo umbro, Leonardo Latini, annuncia di aver avviato un dialogo con la presidente della regione Donatella Tesei per creare un “collegamento veloce su Roma”.
Una notizia che produce effetti importanti per le ambizioni di Orte. La città viterbese, infatti, nella sua candidatura per l’alta velocità punta molto sul bacino d’utenza di viaggiatori provenienti dalla provincia di Terni.
“Per il momento abbiamo avuto solo un primo approccio – spiega Latini – ma in regione, dopo l’arrivo di Tesei, c’è stato finalmente quel cambio di passo che aspettavo sul ruolo che Terni può avere nel sistema di trasporti del Centro Italia”.
Il sindaco (leghista, proprio come la Tesei), lancia le sue proposte per la stazione ternana: “O rimodulazione delle tratte già esistenti, con cambiamento del materiale rotabile, o introduzione di corse veloci, come i treni Frecciabianca, che potrebbero arrivare in tempi brevi da Terni a Roma. In questo modo la nostra città può tornare baricentrica e fare da cerniera fra Roma e tutta la dorsale appenninica”.
Sull’eventuale conflitto di posizioni con Orte, Latini è accomodante. “Le richieste di Orte non vanno in alcun modo in contrasto con le nostre. Sono soltanto due modi diversi di proiettare la visione dei trasporti nel nostro territorio. Due questioni che possono anche coesistere, l’una non esclude l’altra”.
Al momento per Terni, così come per Orte, si parla solo di idee e proposte, niente di siglato nero su bianco. Ma la comunione di vedute tra Latini e Tesei lascia intendere che si andrà avanti spediti. “Non so ancora quando vedremo la conclusione di questo percorso, ma siamo sulla buona strada. Nel giro di pochi mesi credo che ci saranno ulteriori sviluppi” conferma il sindaco di Terni.
Già domani l’assessore regionale alle Infrastrutture, Enrico Melasecche, incontrerà i dirigenti di Trenitalia Umbria. Probabile, molto probabile, che sul tavolo di lavoro ci sia anche la questione alta velocità a Terni. Intanto Orte aspetta ancora.
Alessandro Castellani

