Fabrica di Roma – (sil.co.) – Cane straziato dalla balestra, assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di stalking ai proprietari il paracadutista 49enne ancora sotto processo per l’uccisione di Nuvola.
Il militare, difeso dall’avvocato Giovanni Tripodi del foro di Roma, è stato giudicato ieri dal giudice Gaetano Mautone, dopo che il giudice Giacomo Autizi, lo scorso 18 aprile, aveva disposto lo stralcio dal processo per la morte di Nuvola del reato di atti persecutori ai danni di Franco Crestoni e Tatiana Riabova (nel frattempo deceduta), avendo già condannato l’imputato per minacce e molestie su Facebook agli animalisti.
Il 49enne M.M., sotto i nickname Diavolo Giallo, Benny Anthony e Estrema Ratio, avrebbe lasciato messaggi tipo “Sono istruito a uccidere” o “Se la staranno facendo addosso come i loro pulciosi”. La procura aveva chiesto una condanna a sei mesi, contro la quale si è opposto strenuamente il difensore.
“Le presunte parti offese lamentavano di non avere fatto più viaggi per paura di lasciare i propri animali, invece sono andati in India, alle Maldive, in Egitto, in Brasile, pubblicando le foto sui social. Ma Crestoni, durante il processo, ha negato, per cui non è attendibile. Per sua ammissione, invece, hanno sempre continuato ad andare a ballare”, ha detto il legale.
E ancora: “Abbiamo portato le prove che il mio assistito era al lavoro a Livorno per alcuni degli episodi contestati. Anche il giorno dell’uccisione di Nuvola, il 26 maggio 2013, è stato fuori con la famiglia fino al tardo pomeriggio. Dice che erano spiati nella loro abitazione, ma chi l’ha detto che era lui a spiarli? In quella via ci sono numerose altre abitazioni”.
Relativamente al presunto “web stalking” di cui era accusato il 49enne: “Che sotto Diavolo Giallo ci fosse l’imputato è stata un’intuizione investigativa, non corroborata da alcuna prova. Non ci sono indagini tecniche, tipo polizia postale, che lo dicano. Non sono proprio state fatte. L’obiettivo della persona nascosta sotto i vari nickname erano gli animalisti, non sono mai stati fatti nomi in maniera esplicita”.
L’ultima stoccata al proprietario della maremmana Nuvola, barbaramente uccisa dall’imputato secondo le indagini della procura: “Non solo il mio assistito non era in casa quel giorno, ma secondo noi l’animale non è stato nemmeno trafitto da una balestra. Crestoni, in aula, ha parlato di maltrattamenti ad altri cani nel 2012. Peccato che secondo il veterinario che li ha curati si fossero morsi tra di loro. A meno che non vogliamo dire che l’imputato va in giro a mordere i cani”, ha concluso l’avvocato Tripodi, chiedendo l’assoluzione dall’accusa di stalking..
Dopo una breve camera di consiglio il giudice Mautone ha assolto l’imputato con formula piena. Per molestie e minacce su Facebook agli animalisti, il 5 novembre 2018, M.M. era stato condannato in primo grado a 500 euro di multa dal giudice Autizi.
Il processo per la morte di Nuvola è ancora in corso davanti allo stesso Autizi. “Dimostreremo che non è stato lui a uccidere Nuvola”, il commento del legale, deciso a dare battaglia.
