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“Se continua così, questo territorio non va da nessuna parte…”

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Giancarlo Turchetti

Giancarlo Turchetti

Viterbo - Trasversale

Viterbo – Trasversale

Sciopero a Roma - Pierpaolo Bombardieri e Giancarlo Turchetti

Sciopero a Roma – Pierpaolo Bombardieri e Giancarlo Turchetti

Ferrovia

Ferrovia

Giancarlo Turchetti

Giancarlo Turchetti

Viterbo – “Infrastrutture, bisogna ripartire da qui per garantire lo sviluppo della Tuscia. Dalle grandi opere. Altrimenti questo territorio non va da nessuna parte”. Giancarlo Turchetti è segretario regionale della Uil di Viterbo. “Un bilancio, quello del 2019 – ha detto Turchetti – senza una lira. Un bilancio negativo. Per Viterbo e per la Tuscia”.

Segretario Turchetti, che bilancio trae dall’anno che sta finendo?
“Un bilancio senza una lira. Non è un bilancio positivo. Lo sviluppo che auspichiamo tutti non c’è. E se non c’è sviluppo non c’è occupazione e un’economia che cresce nel viterbese”. 

Cosa manca per garantire uno sviluppo adeguato?
“Mancano le infrastrutture, i collegamenti e tutto ciò che potrebbe far sì che il nostro territorio possa valorizzare tutte quante le sue potenzialità”.

Quali sono le infrastrutture da realizzare per rilanciare la Tuscia?
“Senz’altro le ferrovie. Di fatto il collegamento con Roma non ha mai subito modifiche. Per raggiungere la capitale servono sempre troppe ore di viaggio. Roma è a soli 100 chilometri da Viterbo. Due ore, due ore e mezza di viaggio sono un’enormità. Si fa prima ad arrivare a Milano. E questo significa disagi per studenti e lavoratori. Poi c’è il discorso della Trasversale Orte-Civitavecchia, decisiva per la crescita economica e il turismo. Infine il raddoppio della Cassia dove ci sono già tutti i progetti approvati ma mancano i soldi per poterli realizzare”.

Propositi di lungo periodo, nel frattempo però nella Tuscia si licenzia…
“Bisogna partire dalle grandi opere per poter rimettere in moto l’economia della Tuscia. Con le grandi opere tutti possono lavorare, dall’edilizia ai servizi, quindi consumare direttamente nel posto in cui vivono e farlo crescere. Poi c’è il discorso turismo. Viterbo ha una sua vocazione specifica, a partire dalle terme e dal centro storico medievale. Basterebbe prendere esempio da Bagnoregio e dal lavoro che ha fatto e sta facendo con Civita”.

Però turisti, soprattutto per quanto riguarda il Natale a Viterbo, se ne sono visti ben pochi…
“Sì, ben pochi. Per far crescere il turismo bisognerebbe evitare innanzitutto litigi inutili e pensare di più al bene della città Da tutte le parti, imprenditori e politici”. 

Quali sono gli errori che fanno i politici?
“Gli sbagli vanno avanti da anni. Ad esempio, sempre per quanto riguarda le infrastrutture, le grandi opere dovevano passare per Viterbo, e questo non è accaduto. Una scelta politica di cui la città ha pagato il prezzo. Mi riferisco all’autostrada e alla ferrovia. Questo ha provocato un vero e proprio isolamento verso l’esterno”. 

Fotovoltaico, geotermico, nocciole. Quale è la posizione del sindacato?
“E’ una domanda cui è difficile rispondere. E la difficoltà sta nel fatto che la cosiddetta energia pulita è decisamente migliore rispetto a quella che si produce con carbone, policombustibili e gas. Quindi è una strada da percorrere. Tuttavia non lo si può fare mettendo in discussione un territorio facendo ettari ed ettari di fotovoltaico che poi vanno ad impattare potentemente sullo sviluppo agricolo di intere zone. L’ideale sarebbe energia pulita in sinergia con le peculiarità e specificità del territorio”.

Daniele Camilli


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