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“Dal campione di boxe al macellaio della nonna ai superluminari, ecco i testimoni di Landolfi”

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Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Giallo di Ronciglione - L'avvocato Giacomo Marini, difensore dell'imputato

L’avvocato Giacomo Marini, difensore dell’imputato

Giallo di Ronciglione - La mamma e la sorella di Andrea Landolfi Cudia

La mamma e la sorella di Andrea Landolfi Cudia, anche lei tra i testimoni

Tribunale - Lo psichiatra Alessandro Meluzzi

Per Landolfi lo psichiatra Alessandro Meluzzi

Nino Benvenuti

Tra i testi il campione di boxe Nino Benvenuti

 

Ronciglione – Morte di Maria Sestina Arcuri, la difesa di Andrea Landolfi Cudia promette battaglia fin dalla prima udienza del processo per omicidio al trentenne davanti alla corte d’assise.

Dopo la falsa partenza dello scorso 9 dicembre, per via della nomina di un nuovo avvocato da parte dell’imputato, si tornerà in aula fra dieci giorni, lunedì 20 gennaio.

Ebbene, per quella data il difensore Giacomo Marini, oltre a depositare un’integrazione della lista testi e la nomina di due consulenti, ha presentato un’ulteriore istanza al presidente della giuria popolare, giudice Gaetano Mautone.

Un’istanza in cui si chiede la “ammissione a una discussione orale introduttiva al procedimento, alle attività difensive da svolgere ed esplicativa delle ragioni che sostengono le richieste dell’ammissione delle prove in favore di Landolfi”. 


“Oltre alla morte di Sestina, altri quattro decessi per caduta dalle scale”

“Tra le altre cose, sono pronto a spiegare i motivi per cui chiedo l’acquisizione degli atti relativi ai decessi avvenuti per caduta dalle scale e eventi similari in provincia di Viterbo. Si tratta di due casi analoghi avvenuti nel 2012, uno che risale al 2018 e un altro a luglio dell’anno scorso”, spiega l’avvocato Marini.  “Oltre alla tragica morte di Sestina, ci sono stati ben altri quattro decessi per caduta dalle scale negli ultimi anni”, sottolinea il legale.

Marini ha preparato una sorta di dossier riassuntivo, relativo alla morte di un uomo caduto dalle scale a Vetralla il 9 novembre 2012; alla morte di una donna presso una struttura ricettiva B&b a Tarquinia il 21 novembre 2012; alla morte di una bambina di due anni caduta dalle scale di casa a Vetralla il 24 aprile 2018; alla morte di una donna di 40 anni caduta dalle scale di un’abitazione del centro storico a Vasanello il 4 luglio 2019.


Superconsulenti uno psichiatra forense e una criminologa

“Come già anticipato, la difesa ha contattato ulteriori consulenti di fiducia, relativamente ad alcune circostanze che secondo noi meritano ulteriori approfondimenti”, prosegue Marini. 

I due nuovi consulenti sono lo psichiatra forense Alessandro Meluzzi (in riferimento all’esame del figlio di cinque anni di Landolfi) e la nota criminologa Annamaria Casale (in merito all’attività investigativa compiuta).

Tra le prove du cui sarà chiesta l’acquisizione, inoltre, figurano le perizie di parte afferenti la medicina legale e la scienza cinetica: “Consulenze fatte eseguire al fine dell’accertamento della verità”.


Triplice impulso dal mondo del pugilato 

“Nella nuova lista testi, oltre al campione olimpico e pugile professionista Nino Benvenuti (per spiegare come chi pratica boxe non può essere privo di freni inibitori) e al presidente del Coni Giovanni Malagò (su come esista un codice deontologico vincolante per chi pratica il pugilato) – spiega l’avvocato Marini – c’è anche l’allenatore di pugilato Fabio Bentivegna, che conosce bene Landolfi avendolo preparato per le gare”. 


“Landolfi badante, ne parlerà il datore di lavoro”

“Essendo inoltre l’imputato, oltre che pugile, anche operatore sociosanitario, abbiamo inserito tra i testimoni della difesa il datore di lavoro di Landolfi, che accudiva amorevolmente la moglie dell’uomo, gravemente malata, in quanto affetta dal morbo di Alzheimer. Chiederemo inoltre di sentire anche i figli della coppia, che hanno conosciuto il giovane nella sua attività di badante”, sottolinea il difensore del trentenne accusato di femminicidio in quanto, secondo l’accusa, avrebbe lanciato la fidanzata per le scale di casa della nonna, la notte tra il 3 e il 4 febbraio a Ronciglione, mentre la stava aggredendo al culmine di un litigio. 


Testimone per il figlio il padre dell’imputato

Oltre ad altri familiari, nella lista testi aggiornata figurano anche il padre  di Andrea, Vincenzo Cudia, e la sorella Virginia De Angelis

“E’ stata la sorella che, nell’immediatezza, ha prestato assistenza al nipote, il figlio minore del mio assistito, mentre il piccolo si trovava ricoverato all’ospedale di Belcolle, dove è stato trattenuto per accertamenti la mattina del 4 febbraio, quando sono stati trasferiti in ospedale sia Sestina che il padre, rimasto anche lui ferito nella caduta”, dice ancora Marini.


Secondo il macellaio la nonna non dice bugie

“Landolfi è accusato di lesioni aggravate perché secondo la procura avrebbe colpito la nonna ottantenne, la notte tra il 3 e il 4 febbraio, provocandole la frattura di tre costole. Ma c’è un testimone pronto a confermare la versione di Mirella Iezzi. Si tratta del macellaio di Ronciglione, che sapeva della caduta dalle scale dell’anziana, avvenuta il venerdì precedente alla caduta di Sestina, prima che i il nipote e la fidanzata giungessero a casa sua col bambino per il weekend.  Andrea e Sestina sono arrivati da Roma il sabato mattina e l’incidente era già avvenuto”, conclude il difensore del trentenne. 

Silvana Cortignani

 


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