Ronciglione – (sil.co.) – “Dal giorno della tragedia, io sono morto insieme a Sestina”, scrive alla mamma Caterina Acciardi e agli altri familiari della vittima, il pugile e operatore sociosanitario trentenne di Roma.
Continua a professarsi innocente Andrea Landolfi Cudia che, pochi giorni prima di Natale, lo scorso 14 dicembre, ha scritto una lettera dal carcere di Regina Coeli alla madre di Maria Sestina Arcuri, la fidanzata 26enne che avrebbe ucciso gettandola dalle scale di casa della nonna, a Ronciglione, al culmine di un litigio.
Il processo in cui è imputato di omicidio volontario riprenderà davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo il prossimo 20 gennaio.
La difesa, nel frattempo, dopo avere integrato con ulteriori testimoni la propria lista, sta contattando anche nuovi periti prima che il dibattimento entri nel vivo. Oltre al noto psichiatra forense Alessandro Meluzzi, l’avvocato Giacomo Marini ha consultato anche la psicoterapeuta AnnaMaria Casale.
“Dal giorno della tragedia io sono morto insieme a Sestina. E’ vero ci conoscevamo da pochi mesi, ma l’amavo tantissimo e non riesco ancora a credere a ciò che è accaduto, né tanto meno vorrei che voi pensiate che sono quel mostro che avrebbe potuto toglierle la vita o anche solo farle del male”, dice Landolfi, rivolgendosi ai familiari della giovane parrucchiera originaria di Nocara, in provincia di Cosenza, con cui era scattato un colpo di fulmine soltanto pochi mesi prima.
“Io e Sestina vivevamo insieme, come lei sapeva, e eravamo in procinto di cambiare casa e in futuro a fare un figlio. Ma tutti questi sogni sono stati infranti”, prosegue il trentenne nella lettera che ha indirizzato a sua madre, Roberta Landolfi, perché venisse divulgata.
“Avrei preferito morire io e non portare questo dolore a me, a voi e alla mia famiglia. Si ricorda tutte le volte che mi diceva che la portavo troppe volte a cena fuori e che la viziavo? Per me era solo una gioia vederla felice, vederci felici insieme, io, lei e nostro figlio, perché per lei era come un figlio ed eravamo una famiglia felice”, aggiunge.
“Il mio, diventando un caso mediatico, ha portato a un sacco di bugie, mi hanno dipinto come la persona che non sono. Ma spero di farvi ricredere e di potervi abbracciare“.
“Ma so che Sestina non ce la riporterà indietro nessuno e quel vuoto non si colmerà mai. Voglio concludere questa mia ricordandovi che vi sono vicino, anche se le potrà dare fastidio. Ma un giorno la verità uscirà fuori perché io sono innocente. Le porgo di nuovo le mie più sentite condoglianze a lei e a tutta la famiglia. Sto soffrendo anch’io”.



