Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Roma-Viterbo. Finalmente, il 7 gennaio, tutto ritorna alla normalità.
Le ferrovie hanno fatto il “pacco natalizio” a noi utenti lavoratori-pendolari. Nel pacco si trovavano cancellazioni treni in alcune fasce orarie. Il treno passava ogni due ore, lasciando molti di noi alla vigilia di Natale in stazione con pacchi e pacchetti e la fretta di tornare a casa per i preparativi della cena.
In più, mettiamoci l’ora del tragitto e tutte le fermate da Roma (hanno tolto i diretti), 30 minuti di ritardo. Insomma, un bel tour de force.
All’interno il treno era stracolmo, non ci si entrava e certo Roma ci ha lasciato soli, mentre i loro treni (Cesano, La Storta e Bracciano), avrebbero smaltito un po’ di folla.
Ma perché toglierci i trasporti se paghiamo un fiore fiore di abbonamento? Mica ci hanno fatto sconti. Perché quando si chiude la scuola ci tolgono tutto? Non contiamo nulla? Tutto gira per la scuola? Ma gli studenti pagano dimezzato rispetto a noi lavoratori, che siamo i paganti maggioritari. Figli e figliastri.
Laura Orsini
