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Guerra per un “tesoretto” di 1300 mutuati, a processo due dottori

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Il tribunale

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Vitorchiano – (sil.co.) – Due medici di base si accordano per la “cessione” degli assistiti poi litigano, entrambi finiscono a processo per abuso d’ufficio. Una vicenda che tra il 2013 e il 2014 ha fatto discutere a Vitorchiano. 

Davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone sono finiti, dopo sette anni e a due passi dalla prescrizione, i dottori Fabio Maria Chizi e Ernesto De Benedetto, difesi dagli avvocati Roberto Massatani e Paolo Casini.

Secondo l’accusa, il pensionando Chizi avrebbe “ceduto” a De Benedetto i suoi pazienti, poi li avrebbe rivoluti indietro. Ieri sono stati sentiti primi testimoni. 


In ballo un “tesoretto” di 1300 mutuati tra cui cento suore di clausura

In ballo i 1300 mutuati che Chizi, andando in pensione il 16 maggio 2013, avrebbe in gran parte passato al suo successore De Benedetto, contando di continuare a esercitare la libera professione e fargli le sostituzioni nello stesso ambulatorio affittato dal Comune. Circa 900 sarebbero andati a De Benedetto, mentre gli altri, più o meno metà ciascuno, agli altri due medici condotti del paese: Giuseppe Bagnato e Vincenzo Brinchi, quest’ultimo scelto anche dal centinaio di suore di clausora del convento di Vitorchiano.


Supertestimone il dottore-assessore Giuseppe Bagnato

Primo testimone dell’accusa un supertestimone: Giuseppe Bagnato, che oltre ad essere medico di base a Vitorchiano da 39 anni all’epoca dei fatti era anche vicesindaco e assessore.

A maggio 2013 scrisse all’ordine dei medici della provincia di Viterbo, segnalando una presunta anomalia. “Al centro c’era una questione deontologica, le tante deleghe per il cambio del medico a favore del dottor De Benedetto da parte dei pazienti di Chizi che stava andando in pensione. Almeno un centinaio nell’arco di un mese”, ha detto.

Le deleghe sono state raccolte dall’allora segretaria di Chizi e poi di De Benedetto, cui il Comune a giugno negò il subentro nel contratto di locazione. “So solo che l’amministrazione aveva deciso di farci una biblioteca, per cui l’ambulatorio venne smantellato e riaperto altrove”, ha risposto Bagnato alla pm Eliana Dolce, dicendo di non avere seguito la vicenda, essendo medico anche lui, per motivi di trasparenza. 


“Anche la delega è libera scelta”

In aula anche Vincenzo Brinchi, dottore a Vitorchiano dal 1998, per motivi familiari poco interessato, all’epoca, alle beghe tra i colleghi.

“Tra i due professionisti ci sarebbe stato un accordo per gestire il passaggio, poi venuto meno”, ha detto. Chizi avrebbe continuato a esercitare la libera professione nel suo vecchio ambulatorio, impegnandosi a passare i suoi 1300 pazienti al successore. ma quando il Comune si è ripreso i locali, i due avrebbero litigato per la spartizione delle spese e Chizi si sarebbe rivolto al collega Brinchi, cercando di fare pressione sui suoi ex mutuati perché abbandonassero De Benedetto in suo favore.

“Io, in un primo momento, non ebbi alcun paziente da Chizi che, a giugno, avendo voglia di continuare a esercitare e avendo rotto i rapporti con De Benedetto, è venuto da me a fare delle sostituzioni perché io, essendo vedovo da poco, avevo bisogno di stare coi miei figli adolescenti. Poi, tra agosto 2013 e gennaio 2014, si sono aggiunti ai miei pazienti 180 suoi ex assistiti, tra cui le cento suore di clausura di Vitorchiano”, ha spiegato.

“De Bendetto si lamentava, non voleva che Chizi facesse le sostituzioni da me e che i suoi pazienti passassero da me “, ha detto. Brinchi faceva parte anche del Comitato di medicina generale della Asl, cui entrambi gli imputati inviarono delle lettere: “Il Comitato disse che anche la delega è libera scelta”, ha concluso, rispondendo al difensore Massatani.


Dall’ordine provvedimenti disciplinari nei confronti di entrambi

A scatenare la “guerra” tra Chizi e De Benedetto sarebbe stato il mancato accordo sulla partecipazione alle aumentate spese di locazione dell’ambulatorio, trasferito altrove in seguito al mancato rinnovo del contratto da parte del Comune. 

L’ordine dei medici della provincia di Viterbo prese provvedimenti disciplinari nei confronti di entrambi gli imputati – un “richiamo per De Benedetto” e una “ammonizione” a Chizi – come confermato dall’ex presidente Luciano Sordini e dal presidente Antonio Maria Lanzetti. 

“Ambedue avevano coinvolto l’ordine nella diatriba per le scelte dei mutuati. Sentiti in audizione preliminare, emersero scorrettezze reciproche, per cui prendemmo provvedimenti blandi nei confronti di entrambi a causa del loro comportamento, senza entrare però nel merito”, ha detto Lanzetti. 

Si torna in aula il 6 maggio per sentire altri testimoni. 

 

 


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