Montefiascone – “Hanno lasciato la raccomandata nella cassetta delle lettere senza neanche suonare e ora sono costretto ad arrivare fino a Viterbo per prenderla”.
Ugo Capecchi, residente a Montefiascone, non ci sta. Qualche giorno fa un addetto alla consegna di una ditta avrebbe dovuto recapitargli una raccomandata.
“Era una multa (ho scoperto in seguito) indirizzata a mia moglie e proveniva dall’Agenzia delle Entrate – racconta Capecchi -. Chiaramente per ritirarla c’era bisogno di una firma e quindi non poteva essere lasciata nella cassetta delle lettere senza suonare”.
Secondo il suo racconto, però, nessuno ci ha provato a suonare il suo campanello.
“Mi sono ritrovato in seguito il tagliandino che mi avvisava del passaggio del postino – continua – in un orario in cui ero sicuramente in casa. Anzi, avevo anche ospiti. Quindi è impossibile che non mi hanno trovato. Penso che in realtà non ci abbiano nemmeno provato a suonare…”.
La raccomandata quindi è stata riportata nella sede della ditta che si occupa della consegna. Peccato che ci sia un solo ufficio in tutta la provincia di Viterbo, nel capoluogo. Chi riceve un documento del genere in un qualsiasi paesino della Tuscia, anche molto distante, è costretto poi ad andare fino a Viterbo a prenderlo.
“Visto che sono comunicazioni ufficiali anche molto importanti e spesso con scadenze vicine – conclude Capecchi – sarebbe il caso che almeno chi consegna ci provi a suonare al destinatario. Altrimenti il disservizio è enorme. Già per me, da Montefiascone, è un viaggio. Figuriamoci chi viene da Acquapendente, Civita Castellana o Monterosi! Se almeno ci fosse qualche altra sede dislocata sul territorio…”.
Ugo Capecchi, infastidito per l’accaduto, è pronto anche a rivolgersi a un’associazione per la tutela dei consumatori.
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