Viterbo – (sil.co.) – Mafia viterbese, resta in carcere Ionel Pavel. È l’unico romeno tra i tredici arrestati nel blitz del 25 gennaio 2019 che ha sgominato il sodalizio criminale italo-albanese i cui boss, secondo la Dda di Roma, sarebbero gli imprenditori Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi.
Il gup del tribunale di Roma Emanuela Attura, che ha accolto la richiesta di revoca dei domiciliari di Emanuele Erasmi e Manuel Pecci, ha invece rigettato la richiesta di revoca o alleggerimento della custodia cautelare del difensore di Pavel, avvocato Michele Ranucci.
Il romeno resterà dunque per ora detenuto in regime di alta sorveglianza nel carcere di Torino in attesa di essere processato assieme a Pecci e Erasmi. Gli unici tre che hanno scelto il rito ordinario, compariranno il prossimo 9 marzo per la prima udienza davanti al collegio del tribunale di Viterbo presieduto dal giudice Gaetano Mautone.
Pavel, Erasmi e Pecci sono anche gli unici dei tredici arrestati cui viene contestata la “sola” aggravante del metodo mafioso, ma non il ben più pesante reato di associazione di stampo mafioso (416 bis) che pende invece sui nove arrestati che hanno optato per il rito abbreviato.
Il 10 febbraio compariranno davanti al gup Attura che in quella data dovrebbe calendarizzare le varie udienze di discussione, che si terranno a piazzale Clodio. Saranno invece davanti al giudice per le udienze preliminari Attura il 24 gennaio, sempre a Roma, Gazmir Gurguri e il boss Giuseppe Trovato, per i quali anche è prevista, salvo sorprese, la richiesta di abbreviato.
