Viterbo – (sil.co.) – Non ci saranno questa mattina in tribunale i genitori di Michael Aaron Pang, il 23enne americano reo confesso dell’omicidio di Norveo Fedeli, il commerciante di 74 anni ucciso nel suo negozio di via San Luca all’ora di pranzo del 3 maggio 2019. Il padre e la madre,almeno per ora, sono rimasti negli Stati Uniti. Il figlio in Italia, oltre che di omciio volontario, è accusato anche di rapina. Secondo l’accusa, il movente del delitto. Una manciata di vestiti del valore di meno di mille euro.
Ci saranno invece la vedova di Fedeli, Maria Chiara Torri, i figli Pierluigi e Natalia, parti civili assieme ai due nipoti diretti dell’imprenditore, un ragazzo maggiorenne e una bambina minorenne. La famiglia, nel frattempo, starebbe presentando istanza per il dissequestro del negozio d’abbigliamento, chiuso ormai da oltre otto mesi.
Il giovane, assistito dagli avvocati Giampiero Crescenzi e Remigio Sicilia, era già comparso lo scorso 19 dicembre davanti al gip Francesco Rigato, che aveva detto no al processo col rito abbreviato. Oggi i difensori sono intenzionati a riproporre la richiesta del rito che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena.
L’avvocato di parte civile Fausto Barili, che difende la vedova e gli altri familiari di Fedeli, ribadirà come a causa delle aggravanti il giovane statunitense possa essere condannato all’ergastolo, per cui, in base al recente inasprimento della normativa, entrata in vigore pochi giorni prima del delitto, non possa accedere a riti alternativi.
Violenta sarebbe la dinamica omicidiaria, secondo gli accertamenti disposti dalla procura. Titolare delle indagini il pubblico ministero Eliana Dolce. Sul banco dei testimoni sono previsti, oltre al personale della polizia che ha seguito il caso, esperti, tecnici e professionisti, tra i quali c’è molta attesa per il medico legale Mariarosaria Aromatario che ha eseguito l’autopsia.
“Il dibattimento sarà la sede regina nella quale la copiosa attività svolta sarà sviscerata nel modo opportuno. Gli accertamenti chiariranno chi ha fatto cosa. Sono emersi elementi importanti – anticipa l’avvocato Barili, che assiste i parenti della vittima – si tratterà di un processo estremamente tecnico, che spero dia alla famiglia giustizia, quella vera, strappata loro con l’uccisione di Norveo”.



